Servizio di Traumatologia dello Sport e Riabilitazione
Dottor
Alberto Siclari

Ospedaliero dal 1987 fino ai massimi livelli come Dirigente, dal 2020 Libero Professionista.

Autore di numerosi lavori scientifici, in particolare negli ultimi 20 anni si è dedicato all’applicazione della tecnica artroscopica alla chirurgia del piede e al trattamento delle lesioni cartilaginee.

Dal 2005 utilizza una tecnica originale per la cura dell’alluce valgo, i cui risultati sono stati presentati al 9° Congresso EFORT di Nizza nel 2008 e pubblicati sulla rivista Foot and Ankle International.

Dal 2006 si dedica alla biotecnologia e alla medicina rigenerativa. Dal 2007 adotta un sistema per la ricostruzione della cartilagine articolare basato sull’innesto diretto di una matrice (tecnica AMIC), con risultati clinici ed istologici molto buoni,
da cui sono derivate pubblicazioni su riviste internazionali.

I risultati di questa attività sono stati comunicati in più di 100 relazioni in congressi italiani ed europei sulle lesioni focali del ginocchio, della caviglia, del piede, dell’anca e della spalla.

Dal 2012 è membro del Communication Committee della ICRS (International Cartilage Repair Society).

Ha collaborato allo studio del trattamento delle lesioni della cartilagine con il Research Laboratory TransTissue Technologies - Charlottenburg e con il Research Laboratory Charité – Universität Medizin di Berlino. È stato inoltre punto di riferimento clinico dell’Istituto di Biologia e Genetica dell’Università di Genova, S.C. Medicina Rigenerativa (Direttore Prof. Ranieri Cancedda).

Attualmente è il chirurgo con il maggior numero di interventi sulla rigenerazione della cartilagine al mondo (oltre 2000).

Dal 2007 utilizza le biotecnologie impiegando cellule staminali mesenchimali sia per il trattamento delle lesioni condrali sia nelle perdite di sostanza ossea di varia origine, con una vasta casistica clinica.

È inventore di una nuova tecnica per il trattamento della lesione del legamento peroneo-astragalico anteriore, mediante utilizzo mini-invasivo e percutaneo di un legamento artificiale riassorbibile, che consente un recupero molto rapido anche negli sportivi agonisti.

Utilizza inoltre le biotecnologie nel trattamento delle lesioni legamentose del ginocchio e ha praticato un elevato numero di trattamenti infiltrativi con cellule mesenchimali prelevate dal grasso addominale.

Possiede grande esperienza nell’impianto protesico di anca e ginocchio, con circa 1000 pazienti operati.

La sua casistica personale comprende circa 12.500 interventi chirurgici, sia programmati sia nel trattamento di fratture.

È autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali di elevato impatto, di due libri sul trattamento delle lesioni cartilaginee e di capitoli di libri sulla chirurgia del piede, sulla chirurgia rigenerativa e sulla chirurgia artroscopica.

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