MILANO – Andata e ritorno. Il cuore di Massimo Luciano, tifoso nerazzurro ha smesso di battere al minuto 41 di Inter Udinese del 19 dicembre scorso. Per 20 lunghissimi minuti lo staff sanitario di San Siro, diretto dal dottor Alessandro Geddo, ha praticato il massaggio cardiaco che ha salvato la vita al tifoso nerazzurro. E oggi, mercoledì 3 dicembre, a distanza di un anno, Massimo Luciano è tornato al Meazza per vedere la sua Inter impegnata in Coppa Italia con il Venezia e incontrare, proprio lì dove il suo cuore ha smesso di battere, il medico e i sanitari che gli hanno salvato la vita.

Forza, gioia e ironia

«Speriamo di vederla tutta questa volta», ha detto Massimo Luciano dopo un lungo abbraccio con il dottor Alessandro Geddo, responsabile del Servizio Sanitario di San Siro durante tutte le manifestazioni sportive e primario dell’Unità Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore degli istituti di ricovero e cura del Gruppo Iseni di Lonate Pozzolo. Dopo il lungo abbraccio con il medico e le lacrime di commozione, c’è infatti spazio per un po’ di ironia e per sorridere alla vita restituita.

San Siro. Massimo Luciano ha un pensiero per la squadra: «Speriamo di vincere», ma anche parole di ringraziamento e gratitudine per i medici. Racconta: «Di quel giorno non ricordo nulla. Non ricordo nemmeno cosa ho fatto prima di arrivare a San Siro. La prima immagine che ho, dopo il buio, è quella di mio figlio ai piedi del letto in ospedale quando che mi sono risvegliato». E poi aggiunge: «Ho anche scoperto che mio padre, che abita in Basilicata, quel giorno stava guardando la partita alla televisione. Ha visto, ma non sapeva. Non sapeva che lo spettatore che stavano soccorrendo ero io. Chiamava, per avere qualche dettaglio, ma nessuno rispondeva».

Il racconto del dottor Geddo

Commosso Massimo Luciano, ma anche il dottor Geddo. «Purtroppo non capita spesso di rivedere i pazienti in casi come questo. Per questo sono felicissimo di poter abbracciare Massimo. L’intervento è stato molto delicato, un massaggio cardiaco lunghissimo che, per fortuna, non ha lasciato segni evidenti. E oggi è davvero bello poterlo abbracciare qui, in forma e felice, dove la sua vita si è fermata per qualche minuto». E per rendere indimenticabile la serata di oggi, il dottor Geddo ha consegnato a Massimo Luciano un pallone nerazzurro con tutte le firme dei giocatori.

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