Benvenuti nella sezione dedicata all'orientamento diagnostico del Gruppo Iseni Sanità. Sappiamo che sottoporsi a un esame clinico o strumentale può sollevare dubbi o piccole preoccupazioni: per questo abbiamo creato una guida completa che ti accompagnerà passo dopo passo, dalla comprensione della procedura fino al ritiro del referto.
La nostra Guida agli Esami è progettata per offrirti:
Comprensione Totale: Spiegazioni semplici e rigorose su cosa accade durante l'esame e a cosa serve.
Trasparenza: Informazioni chiare sulla durata dei test e sulle tecnologie utilizzate, come la nostra TAC 128 strati o la Risonanza Magnetica Multiparametrica.
Supporto Continuo: Risposte alle domande più frequenti per affrontare ogni appuntamento con la massima serenità.
In queste pagine troverai i dettagli per ogni tipologia di prestazione: dalla diagnostica per immagini alle visite specialistiche, fino agli esami endoscopici. Il nostro obiettivo è rendere il tuo percorso presso gli Istituti di Ricovero e Cura il più fluido e informato possibile, perché un paziente consapevole è un paziente che vive meglio la propria cura.
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- > Agoaspirato Nodulo Tiroideo
- È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?
Non ci sono particolari controindicazioni all’esecuzione dell’esame.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Non è necessaria alcuna preparazione preventiva alla procedura.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo?
Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Non è necessario essere accompagnati. Al termine dell’esame, che viene effettuato in ambulatorio, è possibile tornare a casa da sole, anche guidando la macchina.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esame è quasi sempre indolore, tanto che in genere la sua esecuzione non richiede anestesia. Quest’ultima può essere praticata solo in casi particolari, come in presenza di dolore alla mammella precedente all’esame o su richiesta della paziente.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’esame non comporta alcun rischio.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’agoaspirato non prevede l’utilizzo di strumentazioni che rilasciano radiazioni. Sia l’ecografia sia l’aspirazione vera e propria non comportano rischi nel lungo termine.
Quanto dura?
L’agoaspirato inizia come una normale ecografia, alla quale si associa successivamente il prelievo del campione. L’intera procedura dura pochi minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Non è necessario restare in osservazione. Terminato l’esame si può lasciare l’ambulatorio.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo la procedura, in rari casi, può persistere un lieve dolore al seno, che può essere alleviato applicando impacchi di ghiaccio per alcuni minuti. L’uso del ghiaccio è utile anche per prevenire la comparsa di ematomi. Per il resto si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana. - > Angiografia
- Di che cosa si tratta?
L’angiografia è un esame radiologico che consente di studiare i vasi sanguigni dei diversi distretti corporei. L’indagine viene eseguita mediante l’iniezione di un mezzo di contrasto a base di iodio, una sostanza che risulta opaca ai raggi X.
Il mezzo di contrasto viene fatto arrivare all’organo da esaminare attraverso un catetere, generalmente inserito a livello dell’inguine.
L’angiografia ha diversi scopi: consente di studiare il decorso dei vasi sanguigni e di individuare eventuali alterazioni, come restringimenti o occlusioni, ad esempio delle coronarie (angiografia coronarica) o dei vasi degli arti (angiografia periferica). Permette inoltre di valutare l’afflusso di sangue a un organo, come nel caso del rene (angiografia renale), o di individuare il vaso responsabile di un’emorragia, che spesso può essere trattata direttamente durante l’esame.
In ambito oncologico l’angiografia viene utilizzata per studiare la vascolarizzazione dei tumori in preparazione a un intervento chirurgico o come guida per trattamenti alternativi alla chirurgia, nell’ambito della radiologia interventistica.
In alcuni casi l’angiografia tradizionale può essere sostituita dalla tomografia computerizzata o dalla risonanza magnetica, prendendo il nome di angioTC o angioRM.
È un esame che possono fare tutti?
Poiché utilizza radiazioni ionizzanti, l’angiografia è generalmente controindicata in gravidanza. In questi casi si preferisce ricorrere, quando possibile, all’angioRM.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
È necessario osservare un digiuno di almeno otto ore prima dell’esame; è tuttavia consentito bere acqua. In genere non è necessario sospendere le terapie in corso, ma è opportuno concordare con il medico quali farmaci assumere o eventualmente sospendere.
Prima dell’esame è necessario rimuovere gioielli e oggetti metallici e svuotare la vescica. Il personale sanitario fornirà un camice da indossare e provvederà alla depilazione della zona in cui verrà inserito il catetere.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo?
Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
È necessario farsi accompagnare e organizzare il rientro a casa, soprattutto se l’esame viene eseguito in regime di day hospital. La guida dell’automobile è fortemente sconsigliata.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’angiografia viene eseguita in anestesia locale e non è dolorosa; si può avvertire al massimo un lieve fastidio durante l’inserimento del catetere. L’anestesia generale è riservata a casi particolari, come nei bambini o nei pazienti non collaboranti.
Durante l’iniezione del mezzo di contrasto è possibile avvertire una sensazione di calore o bruciore diffuso. Alcuni pazienti riferiscono nausea o un sapore amaro o salato in bocca.
Al termine dell’esame viene applicata una medicazione compressiva nel punto di inserimento del catetere ed è richiesta l’immobilità per alcune ore.
L’esame comporta dei rischi immediati?
I rischi immediati possono essere legati all’inserimento del catetere, che raramente può causare sanguinamenti, infezioni o lesioni vascolari, oppure all’uso del mezzo di contrasto, che può provocare reazioni allergiche o, in casi particolari, problemi renali.
È quindi fondamentale segnalare al personale sanitario eventuali patologie renali e allergie note, in particolare a mezzi di contrasto o a sostanze correlate. Le reazioni gravi sono comunque molto rare e nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi lievi, facilmente controllabili dal personale medico.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’angiografia comporta un’esposizione a radiazioni ionizzanti, ma il rischio è generalmente minimo e ampiamente giustificato dai benefici diagnostici e terapeutici dell’esame.
Quanto dura?
La durata dell’esame è variabile e dipende dalla complessità della procedura: in media può durare dai 30 minuti fino a circa due ore.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Al termine dell’esame il paziente viene trasferito in reparto per un periodo di osservazione di alcune ore. In alcuni casi può essere indicato un pernottamento in ospedale.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
È generalmente consigliato un periodo di riposo di almeno 24 ore, dopo il quale si possono riprendere gradualmente le normali attività quotidiane. - > Anoscopia
- Di che cosa si tratta?
L’anoscopia è un esame diagnostico che consente di visualizzare la mucosa ano-rettale mediante l’utilizzo di uno strumento chiamato anoscopio, che viene introdotto delicatamente nel canale anale.
È un esame che possono fare tutti?
Non esistono controindicazioni assolute all’esecuzione dell’anoscopia, ad eccezione di quelle già previste per le procedure endoscopiche di routine. Nei pazienti con aritmie cardiache o con recente ischemia miocardica l’esame deve essere rinviato fino al miglioramento delle condizioni cliniche; in alternativa può essere eseguito con adeguato monitoraggio cardiaco.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per consentire una corretta visualizzazione del canale ano-rettale, può essere richiesto al paziente di effettuare un clistere il giorno precedente e alcune ore prima dell’esame. Non sono invece necessari cambiamenti nella dieta né l’assunzione di lassativi o farmaci specifici.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo?
Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Non è necessario farsi accompagnare, poiché di norma non vengono somministrati farmaci che controindicano la guida di veicoli. Al termine dell’esame è possibile tornare autonomamente a casa.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
La maggior parte delle persone non avverte dolore durante l’anoscopia. È possibile percepire una sensazione di pressione o uno stimolo simile al bisogno di evacuare. In caso di prelievo di tessuto per biopsia, si può avvertire un lieve pizzicore. Generalmente non sono necessari antidolorifici né sedazione.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’anoscopia è una procedura sicura e comporta rischi minimi. In rari casi possono verificarsi lieve fastidio o modesto sanguinamento temporaneo, soprattutto in presenza di emorroidi, o un leggero dolore se è stato eseguito un prelievo bioptico.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’anoscopia non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
La durata dell’esame è di circa 15 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, non è necessario alcun periodo di osservazione e si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Subito dopo l’esame è possibile riprendere le normali attività quotidiane, inclusi il lavoro e la guida. - > Biopsia prostatica
- Di che cosa si tratta?
La biopsia sotto guida ecografica è un esame diagnostico che consente di prelevare campioni di tessuto prostatico mediante un apposito ago, guidato in tempo reale da una sonda ecografica. La biopsia della prostata può essere eseguita per via trans-rettale, introducendo l’ago attraverso il retto, oppure per via trans-perineale, quando l’ago viene inserito attraverso il perineo, la zona compresa tra ano e testicoli, fino a raggiungere la ghiandola prostatica.
È un esame che possono fare tutti?
Sono candidati alla biopsia prostatica tutti i pazienti nei quali siano state riscontrate lesioni sospette per neoplasia prostatica.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Prima della biopsia è necessario assumere la terapia antibiotica prescritta dal medico, che dovrà essere proseguita fino a tre giorni dopo l’esame. La preparazione prevede inoltre l’esecuzione di un clistere il giorno precedente, al fine di pulire la mucosa rettale, migliorare la visualizzazione ecografica e ridurre il rischio di infezioni. Non è richiesto il digiuno; è consigliata un’alimentazione leggera prima dell’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo?
Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
È necessario farsi accompagnare e non è consentito guidare al termine della procedura.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Prima di effettuare i prelievi bioptici viene eseguita un’infiltrazione periprostatica di anestetico locale, che consente di ridurre significativamente il dolore. In questo modo la percezione del fastidio durante il prelievo risulta molto attenuata. In alcuni casi è possibile eseguire l’esame in sedazione, riducendo ulteriormente il disagio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
I principali rischi della procedura sono di tipo infettivo, come infezioni delle vie urinarie o, più raramente, sepsi urinaria, e di tipo emorragico, come sanguinamento uretrale o rettale.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
Le complicanze più frequenti sono rappresentate dalla presenza di sangue nelle urine (ematuria), nel liquido seminale (emospermia) o dal retto (proctorragia), generalmente di lieve entità e transitorie.
Quanto dura?
La procedura ha una durata complessiva di circa 30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per un breve periodo, fino alla ripresa della minzione spontanea. Eventuali sanguinamenti sono generalmente lievi e transitori e si verificano in circa il 20% dei casi, manifestandosi con tracce di sangue nelle urine, nello sperma o dal retto.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo la biopsia prostatica è consigliabile astenersi dall’attività sessuale per uno o due giorni. È inoltre importante proseguire la terapia antibiotica iniziata prima dell’esame per i giorni successivi, secondo le indicazioni del medico. - > Biopsia Prostatica con Tecnica Fusion
- Di che cosa si tratta?
La biopsia prostatica fusion è una metodica clinica che permette di eseguire prelievi bioptici a carico della prostata seguendo le indicazioni fornite dalla Risonanza Magnetica multiparametrica (RM mp) della prostata precedentemente eseguita.
Si basa sull’esecuzione di prelievi di tessuto prostatico sotto guida ecografica (biopsia prostatica “eco-guidata”).
La guida ecografica è resa possibile dall’utilizzo di sonde transrettali che indirizzano l’ago per la biopsia all’interno della prostata.
L’ago può arrivare alla ghiandola prostatica passando attraverso la mucosa del retto o la cute del perineo.
È un esame che possono fare tutti?
Tutti i pazienti che alla risonanza magnetica hanno riscontro di lesioni sospette per tumore sono candidati alla biopsia prostatica fusion per la più mirata conferma della malattia.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Prima della biopsia fusion assumere la terapia antibiotica consigliata dal medico sino a tre giorni dalla conclusione della stessa.
La preparazione alla biopsia prostatica prevede anche un clistere da effettuarsi il giorno precedente, per pulire la mucosa del retto e favorire la perfetta visione della sonda ecografica e ridurre il rischio di infezioni.
Non occorre invece essere a digiuno, si consiglia un’alimentazione leggera prima dell’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
È necessario essere accompagnato e non guidare.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Prima di eseguire i prelievi biotici si esegue un’infiltrazione periprostatica con anestetico locale in modo da ridurre il dolore.
In tal modo si ha una percezione molto attenuata del dolore del prelievo.
È anche possibile eseguire la procedura in sedazione, riducendo ulteriormente il fastidio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
I rischi della procedura sono essenzialmente di natura infettiva (infezione delle vie urinarie/sepsi urinaria) e di natura emorragica (uretrorragia – sanguinamento rettale).
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
Le complicanze più frequenti sono rappresentate dalla presenza di perdite di sangue nelle urine (“ematuria”), nel liquido seminale (“emospermia”) o dal retto (“proctorragia”).
Quanto dura?
La procedura ha una durata di circa 30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo fino a minzione spontanea del paziente.
I sanguinamenti sono lievi e transitori e incidono per un 20% circa: si manifestano generalmente con presenza di sangue nello sperma o nelle urine e dal retto.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo una biopsia prostatica è opportuno astenersi dall’attività sessuale per almeno uno o due giorni.
Bisogna continuare ad assumere la terapia antibiotica iniziata prima dell’esame per qualche altro giorno.
- > Breath Test al Glucosio
- Di che cosa si tratta?
Il breath test al glucosio serve a diagnosticare un’eventuale sovracrescita di batteri nell’intestino tenue.
In genere viene disposto per pazienti che riferiscono disturbi di natura gastrointestinale contraddistinti da diarrea, meteorismo, flatulenza e crampi addominali.
È un esame che possono fare tutti?
Viene consigliato ai pazienti che riferiscono disturbi gastrointestinali quali flatulenza, meteorismo, diarrea, distensione e crampi addominali.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
La preparazione al breath test prevede una preparazione a medio-lunga e dei piccoli accorgimenti per il 15-30 gg antecedenti all’esame.
Infine la mattina dell’esame, il paziente si laverà accuratamente i denti come al solito con spazzolino e dentifricio e successivamente eseguirà la pulizia del cavo orale con un collutorio.
La mattina dell’esame, il paziente deve presentarsi a digiuno e senza aver fumato e/o svolto attività fisica.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Si può sostenere da soli e guidare tranquillamente.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
È un esame non invasivo né doloroso, che non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’esame non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
Il test consiste in una raccolta di campioni di aria espirata, prima e dopo l’ingestione di uno specifico zucchero sciolto in acqua (glucosio), in un sacchetto di plastica a intervalli regolari.
L’esame dura due ore.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subitotmp la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
i eseguire i prelievi biotici si esegue un’infiltrazione periprostatica con anestetico locale in modo da ridurre il dolore.
In tal modo si ha una percezione molto attenuata del dolore del prelievo.
È anche possibile eseguire la procedura in sedazione, riducendo ulteriormente il fastidio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
I rischi della procedura sono essenzialmente di natura infettiva (infezione delle vie urinarie/sepsi urinaria) e di natura emorragica (uretrorragia – sanguinamento rettale).
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
Le complicanze più frequenti sono rappresentate dalla presenza di perdite di sangue nelle urine (“ematuria”), nel liquido seminale (“emospermia”) o dal retto (“proctorragia”).
Quanto dura?
La procedura ha una durata di circa 30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo fino a minzione spontanea del paziente.
I sanguinamenti sono lievi e transitori e incidono per un 20% circa: si manifestano generalmente con presenza di sangue nello sperma o nelle urine e dal retto.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo una biopsia prostatica è opportuno astenersi dall’attività sessuale per almeno uno o due giorni.
Bisogna continuare ad assumere la terapia antibiotica iniziata prima dell’esame per qualche altro giorno.
- > Breath Test al Lattosio
- Di che cosa si tratta?
Il breath test al lattosio consiste in una raccolta di campioni di aria espirata dal paziente, a intervalli regolari, in una piccola “sacca di raccolta” prima e dopo l’assunzione (una sola volta) di lattosio, uno specifico zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati, che viene sciolto in acqua.
È un esame che possono fare tutti?
Il test può essere utile in quei pazienti che riferiscono disturbi gastrointestinali con flatulenza, meteorismo, diarrea, distensione e crampi addominali a seguito dell’ingestione di latte e derivati.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
La preparazione al breath test prevede una preparazione a medio-lunga e dei piccoli accorgimenti per il 15-20 gg antecedenti all’esame.
Infine il giorno prima alimentarsi con riso bollito condito con poco olio, carne o pesce ai ferri; non assumere fibre (pane, pasta, frutta e verdura), non bere bibite gasate, ma solo acqua naturale.
Il giorno dell’esame è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Si può sostenere da soli e guidare tranquillamente.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
È un esame non invasivo né doloroso, che non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’esame non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
Il breath test al lattosio ha una durata di 4 ore.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
esame che possono fare tutti?
Viene consigliato ai pazienti che riferiscono disturbi gastrointestinali quali flatulenza, meteorismo, diarrea, distensione e crampi addominali.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
La preparazione al breath test prevede una preparazione a medio-lunga e dei piccoli accorgimenti per il 15-30 gg antecedenti all’esame.
Infine la mattina dell’esame, il paziente si laverà accuratamente i denti come al solito con spazzolino e dentifricio e successivamente eseguirà la pulizia del cavo orale con un collutorio.
La mattina dell’esame, il paziente deve presentarsi a digiuno e senza aver fumato e/o svolto attività fisica.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Si può sostenere da soli e guidare tranquillamente.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
È un esame non invasivo né doloroso, che non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’esame non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
Il test consiste in una raccolta di campioni di aria espirata, prima e dopo l’ingestione di uno specifico zucchero sciolto in acqua (glucosio), in un sacchetto di plastica a intervalli regolari.
L’esame dura due ore.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subitotmp la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
i eseguire i prelievi biotici si esegue un’infiltrazione periprostatica con anestetico locale in modo da ridurre il dolore.
In tal modo si ha una percezione molto attenuata del dolore del prelievo.
È anche possibile eseguire la procedura in sedazione, riducendo ulteriormente il fastidio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
I rischi della procedura sono essenzialmente di natura infettiva (infezione delle vie urinarie/sepsi urinaria) e di natura emorragica (uretrorragia – sanguinamento rettale).
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
Le complicanze più frequenti sono rappresentate dalla presenza di perdite di sangue nelle urine (“ematuria”), nel liquido seminale (“emospermia”) o dal retto (“proctorragia”).
Quanto dura?
La procedura ha una durata di circa 30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo fino a minzione spontanea del paziente.
I sanguinamenti sono lievi e transitori e incidono per un 20% circa: si manifestano generalmente con presenza di sangue nello sperma o nelle urine e dal retto.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo una biopsia prostatica è opportuno astenersi dall’attività sessuale per almeno uno o due giorni.
Bisogna continuare ad assumere la terapia antibiotica iniziata prima dell’esame per qualche altro giorno.
- > Breath Test al Lattulosio
- Di che cosa si tratta?
Il breath test al lattulosio è un esame semplice, non invasivo ed accurato, utile per diagnosticare la sindrome da contaminazione batterica del piccolo intestino, un disturbo legato alla sovracrescita di batteri – normalmente confinati nel colon – negli ultimi tratti del tenue.
È un esame che possono fare tutti?
Viene consigliato ai pazienti che riferiscono disturbi gastrointestinali quali flatulenza, meteorismo, diarrea, distensione e crampi addominali.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
La preparazione al breath test prevede una preparazione a medio-lunga e dei piccoli accorgimenti per il 15-30 gg antecedenti all’esame.
Infine la mattina dell’esame, il paziente si laverà accuratamente i denti come al solito con spazzolino e dentifricio e successivamente eseguirà la pulizia del cavo orale con un collutorio.
La mattina dell’esame, il paziente deve presentarsi a digiuno e senza aver fumato e/o svolto attività fisica.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Si può sostenere da soli e guidare tranquillamente.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
È un esame non invasivo né doloroso, che non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’esame non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
L’esame dura circa 4 ore durante le quali le concentrazioni di idrogeno nell’aria espirata vengono misurate a intervalli regolari di 15-20 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Breath Test Urea per Helycobacter Pylori
- Di che cosa si tratta?
Il test consiste in una raccolta di campioni di aria espirata, a seguito della somministrazione di una soluzione contenente urea marcata con un isotopo del carbonio.
Nello stomaco, in presenza di H. pylori, l’urea marcata viene scissa in ammoniaca e anidride carbonica.
È un esame che possono fare tutti?
Il medico può prescrivere il breath test all’urea nel caso in cui il soggetto lamenti sintomi persistenti a livello gastrico, riconducibili ad iperacidità, gastrite od ulcera gastroduodenale.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Presentarsi per effettuare l’esame a digiuno da 6/8 ore.
Non assumere gastroprotettori nel mese precedente all’effettuazione dell’accertamento diagnostico.
Il giorno del Breath Test Urea per Helicobacter Pylori non fumare e non bere caffè.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Si può sostenere da soli e guidare tranquillamente.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
È un esame non invasivo né doloroso, che non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’esame non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
L’urea Breath Test per la diagnosi di Helicobacter Pylori è completamente indolore e dura in media trenta minuti.
Per la non invasività, l’esame è scevro da complicazioni e rischi.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Broncoscopia
- È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?
La broncoscopia è un esame usato per la diagnosi di malattie polmonari, quali granulomi, infezioni e danni dovuti ad infezioni allergiche.
Inoltre è utile anche per la diagnosi e il trattamento di tumori al polmone.
Questa tecnica permette la visualizzazione delle vie aeree (laringe, trachea e bronchi) tramite il fibrobroncoscopio, un tubo flessibile la cui estremità è dotata di una telecamera.
Questo tubicino viene introdotto dal naso o dalla bocca e passa attraverso la laringe e la trachea fino a raggiungere i bronchi.
L’esame deve essere effettuato con particolare cautela in persone con alcune malattie cardiache (recente infarto del miocardio, insufficienza cardiaca o alcune anomalie del ritmo), con malattie della coagulazione del sangue o con insufficienza respiratoria.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per eseguire la broncoscopia è necessario essere a digiuno dalla sera precedente e non aver assunto liquidi nelle sei-dodici ore prima dell’esame.
Salvo diversa indicazione del medico, non è necessario sospendere l’assunzione dei farmaci quotidiani purché accompagnati da poca acqua.
È sempre fondamentale segnalare al medico la presenza di allergie.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Si deve essere sempre accompagnati: infatti, allo scopo di rendere meno fastidioso l’esame, sono impiegati farmaci che possono provocare un rallentamento dei riflessi e della vigilanza.
L’esame è doloroso?
No, l’esame non è doloroso.
Il fibrobroncoscopio è inserito nelle vie aeree solo dopo che l’anestesia locale ha fatto effetto.
Potrò avere altri tipi di disagio durante o dopo la sua esecuzione?
Il disagio nel corso dell’esame è minimo ed è caratterizzato principalmente dall’insorgenza di tosse.
In ogni caso il broncoscopio non ostruisce le vie respiratorie e, quindi, si continua a respirare normalmente.
Dopo l’esame si può avere difficoltà a deglutire per qualche ora, per questo non bisogna né bere né mangiare per almeno due ore dalla fine della broncoscopia.
Nei giorni successivi è possibile accusare un leggero mal di gola, notare piccole quantità di sangue nell’espettorato e nel caso vengano effettuate alcune procedure diagnostiche (lavaggio bronchiolo-alveolare) avere una leggera febbre.
I sintomi si risolvono comunque spontaneamente.
L’esame comporta dei rischi immediati?
La broncoscopia è un esame sicuro.
Le complicanze sono molto rare e sono il più delle volte conseguenze di malattie già in atto.
L’esame mi espone a radiazioni o ad altri rischi a lungo termine?
La broncoscopia non comporta né l’impiego di radiazioni né rischi a lungo termine.
Quanto dura?
La durata dell’esame è piuttosto breve.
Raramente supera i 15 minuti.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo avere eseguito la broncoscopia è opportuno rimanere in osservazione per un paio d’ore.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Una volta tornati a casa è necessario rimanere a riposo per circa tre ore.
Se si manifestasse sanguinamento o il dolore dovesse persistere è opportuno contattare il medico.
- > Campo Visivo
- Di che cosa si tratta?
Il test del campo visivo permette di rappresentare graficamente su un tracciato la porzione di spazio che si riesce a vedere con lo sguardo dritto in avanti.
È un esame che viene condotto soprattutto per la diagnosi del glaucoma o di infiammazione del nervo ottico, ma che talvolta è utile anche per individuare alcuni tumori cerebrali.
Si esegue coprendo un occhio alla volta, mentre con l’altro si fissa un punto posto al centro dello strumento.
Il paziente deve segnalare, premendo un pulsante, il momento in cui, pur continuando a guardare avanti, vede un punto luminoso nel proprio campo visivo, proiettato su una cupola intorno alla sua testa.
Questo metodo è chiamato perimetria, e ha soppiantato la precedente campimetria, in cui le luci erano proiettate sul muro.
È un esame che possono fare tutti?
Il test non presenta controindicazioni, ma richiede una certa collaborazione da parte del paziente.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
No.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Non occorre essere accompagnati.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
Quando vengono esaminati entrambi gli occhi l’esame può durare fino a 45 minuti.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
No, dopo l’esame si può subito andare a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la propria vita normale.
- > Cistoscopia
-
In genere l’esame dura dai cinque ai 10 minuti.
Sarà invece più lungo se occorre effettuare anche una biopsia o se deve essere eseguito un piccolo intervento.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Per la procedura ambulatoriale non è necessario nessun periodo di osservazione.
Se invece si esegue anche un piccolo intervento, può essere previsto un ricovero in regime di day hospital o di degenza ordinaria di 1-2 giorni.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo una cistoscopia a scopo diagnostico il paziente può riprendere la vita abituale, senza fare troppi sforzi e con l’accortezza di bere molta acqua per alleviare il fastidio e favorire la diuresi.
Bagni caldi possono aiutare a lenire il bruciore a livello dell’uretra.
Se l’esame è stato di tipo terapeutico, dopo la dimissione è consigliabile riposo per qualche giorno.
Per la ripresa dell’attività sessuale è meglio attenersi al parere dell’urologo.
- > Colonscopia
- Di che cosa si tratta?
Parlando di colonscopia occorre innanzi tutto distinguere tra la rettosigmoidoscopia, che esamina solo gli ultimi 50-60 cm circa del tratto digestivo, costituiti dal retto e dalla parte finale del colon chiamata “sigma”, e la pancolonscopia, con cui invece si risale con uno strumento più lungo e flessibile lungo tutto l’intestino crasso fino a raggiungere, quando possibile, l’ultimo tratto dell’intestino tenue.
In entrambi i casi il paziente viene fatto sdraiare sul fianco sinistro, con le cosce flesse sul bacino e le ginocchia piegate.
L’esame si esegue introducendo nel canale anale un tubo flessibile (sonda), collegato a una fonte di luce che consente di esaminare le alterazioni della superficie intestinale.
Nel caso in cui il medico trovi nel corso dell’esame lesioni sospette (non necessariamente spia di malattia tumorale, ma anche infiammatoria o di altra natura), può decidere di prelevare piccole porzioni di tessuto da far esaminare (biopsia), con apposite pinze introdotte attraverso lo stesso strumento utilizzato per vedere la parete intestinale.
Si possono asportare direttamente durante l’indagine anche eventuali polipi, cioè protuberanze per lo più di natura benigna che, col passare del tempo, se fossero lasciate in sede, potrebbero degenerare in tumori maligni.
Per garantire una migliore visualizzazione della mucosa, durante l’esame occorre distendere le pareti intestinali, insufflando anidride carbonica attraverso lo strumento stesso.
Poiché quasi due terzi dei tumori del colon-retto si trovano nel retto e nell’ultima parte del colon, i programmi di screening per queste malattie condotti sulla popolazione apparentemente sana prevedono di solito solo l’esecuzione della rettosigmoidoscopia, che è più rapida e meno impegnativa per il paziente, in termini sia di preparazione sia di fastidio.
La pancolonscopia è di solito riservata all’accertamento delle cause di sintomi di vario tipo o alle persone a maggior rischio, per esempio per il fatto di avere casi di tumore del colon in famiglia o per la presenza di numerosi polipi.
È bene tuttavia ricordare che in circa il 10% dei casi l’esplorazione completa del colon può non riuscire, per conformazione individuale o per precedenti interventi chirurgici all’addome.
È un esame che possono fare tutti?
Le vere e proprie controindicazioni all’esame sono poche e legate a condizioni di malessere improvviso e grave, come il sospetto di megacolon tossico, diverticolite acuta o perforazione intestinale.
Per evitare di provocare una perforazione intestinale nel corso dell’esame, questo non va eseguito in presenza di lesioni ulcerose profonde, come può capitare in pazienti affetti da morbo di Crohn, e in generale nelle prime settimane dopo un intervento chirurgico all’addome.
Meglio non sottoporsi all’indagine anche nel periodo immediatamente successivo a un infarto, a causa del rischio di aritmie.
In caso di altri gravi disturbi cardiaci o respiratori, così come nelle donne in gravidanza, sarà il medico a stabilire l’effettiva necessità dell’indagine.
Nei pazienti con cardiopatia dilatativa o gravi patologie valvolari, o portatori di valvole cardiache artificiali, il medico può prescrivere una terapia antibiotica preventiva.
Per i portatori di pacemaker si preferisce eseguire l’indagine in presenza di un cardiologo, per cui occorre avvisare al momento della prenotazione.
A chi soffre di patologie che predispongono al sanguinamento il medico potrebbe prescrivere esami del sangue preliminari.
È bene consultarsi con il medico sull’eventuale sospensione di terapie anticoagulanti o antiaggreganti.
Negli anziani occorre cautela nell’uso dei sedativi.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Sì, la preparazione alla colonscopia è fondamentale per la riuscita dell’esame.
Richiede particolari accortezze alimentari nei giorni precedenti e una completa pulizia dell’intestino mediante purganti e clismi.
Ogni centro fornisce istruzioni precise che devono essere seguite scrupolosamente.
Alcuni centri chiedono di sospendere l’assunzione di frutta e verdura con semini già 10 giorni prima, mentre in genere le restrizioni più importanti riguardano i 2-3 giorni precedenti.
Dal giorno o dalla sera prima dell’esame è spesso richiesta una dieta completamente liquida.
È consigliabile non prendere impegni nel pomeriggio precedente l’appuntamento, quando di solito si assumono lassativi o si effettuano clismi.
Modalità e orari variano in base all’orario dell’esame e alle condizioni del paziente.
È necessario segnalare eventuali patologie, gravidanza, allattamento e terapie in corso, in particolare anticoagulanti e antiaggreganti.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
È sempre meglio farsi accompagnare poiché, nella maggior parte dei casi, viene praticata una leggera sedazione.
I farmaci somministrati non consentono di guidare o utilizzare mezzi pubblici in sicurezza nelle 24 ore successive.
La presenza di una persona di fiducia è utile anche per la comprensione del referto.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esame può essere fastidioso e talvolta doloroso, soprattutto durante una pancolonscopia.
In genere vengono somministrati analgesici e tranquillanti per ridurre il disagio.
È normale avvertire gonfiore, crampi e stimolo a evacuare a causa dell’aria insufflata.
Raramente possono comparire nausea, sudorazione o altri disturbi.
L’esame comporta dei rischi immediati?
La colonscopia è un esame considerato sicuro.
Le complicanze più rare sono la perforazione intestinale e le emorragie, soprattutto dopo l’asportazione di polipi.
In casi eccezionali può essere necessario un intervento chirurgico.
È importante segnalare allergie o intolleranze ai farmaci.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No, l’esame non prevede l’uso di radiazioni.
Dopo l’esame possono persistere per alcune ore gonfiore e crampi.
In presenza di dolore intenso, febbre o sanguinamenti importanti nei giorni successivi è necessario rivolgersi al medico.
Quanto dura?
La durata dipende dal tipo di esame e dagli interventi eseguiti.
Una rettosigmoidoscopia può durare da 5 a 15 minuti.
Una pancolonscopia può richiedere da 30 a 45 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo una rettosigmoidoscopia senza sedazione si può tornare subito a casa.
In caso di sedazione è previsto un breve periodo di osservazione.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
È consigliabile restare a riposo per il resto della giornata.
Per 24 ore non si deve guidare né svolgere attività che richiedano attenzione.
Si può riprendere gradualmente l’alimentazione, iniziando da cibi leggeri.
L’assunzione dei farmaci abituali può essere ripresa salvo diversa indicazione medica.
- > Colposcopia
- Di cosa si tratta?
La colposcopia soprattutto per studiare eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero evidenziate con il Pap-test.
Serve anche a indagare la causa di sanguinamenti dalla vagina, soprattutto dopo i rapporti sessuali, o di dolori pelvici.
Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap-test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum.
Lo studio della cervice uterina avviene tramite un colposcopio, uno strumento che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo.
Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (per esempio acido acetico o soluzioni iodate) che servono a visualizzare meglio eventuali anomalie cellulari.
È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze.
Nel corso dell’esame possono talvolta essere eseguiti piccoli prelievi di tessuto (biopsia) o asportate direttamente le parti anomale (elettroescissione, LLETZ).
È un esame che possono fare tutti?
L’esame non può essere eseguito durante il ciclo mestruale: è opportuno in questo caso rimandare.
Inoltre è opportuno evitare di sottoporsi all’esame in presenza di una forte infiammazione o di una distrofia della mucosa vaginale, condizioni tipiche della menopausa.
Possono invece sottoporsi al test le donne in gravidanza.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per effettuare la colposcopia non occorre effettuare nessun particolare tipo di preparazione.
Talvolta il medico può ritenere opportuno asportare i contraccettivi intrauterini (IUD o spirale) durante l’esame, in questi casi è quindi bene astenersi dai rapporti sessuali o usare anche il profilattico per almeno cinque giorni prima dell’indagine.
Nelle 24 ore precedenti l’esame, invece, occorre evitare del tutto i rapporti sessuali, così come l’uso di tamponi, pessari, creme o irrigazioni vaginali.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da sola? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Non occorre farsi accompagnare anche perché di solito non vengono usati farmaci che controindicano la guida di veicoli.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esame non è doloroso.
È possibile avvertire un senso di formicolio o un lieve bruciore al momento dell’applicazione dell’acido acetico o delle soluzioni iodate.
Oppure si può percepire una piccola puntura se viene effettuata la biopsia.
È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare.
È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
L’esame dura circa 20 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Subito dopo l’esame è possibile tornare a casa o al lavoro.
- > Dosaggio Cortisolo Libero Urinario delle 24h in 3 Campioni
- Di cosa si tratta?
Saltando l’urina del mattino, raccogliere tutte le urine della giornata all’interno di un contenitore apposito, comprese quelle della mattina del giorno consecutivo.
Proseguire per 3 giorni con questa metodica.
È un esame che possono fare tutti?
La prova delle 24 ore della raccolta dell’urina può fornire le informazioni utili circa la concentrazione di proteine, di ormoni, di minerali e di altri prodotti.
Ciò può aiutare nella diagnosi di patologie renali.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Al risveglio, scartare le urine emesse con la prima minzione (non servono alla raccolta).
Da questo momento in poi raccogliere tutte le urine emesse nell’arco di 24 ore (quindi dell’intera giornata e quelle eventuali della notte) compresa la prima urina emessa il mattino seguente quello di inizio raccolta.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da sola? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Si può sostenere da soli in quanto si dovrà solamente consegnare i campioni.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
È un esame non invasivo né doloroso, che non presenta controindicazioni né rischi di alcun tipo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
Si richiedono i campioni di 3 giorni.
- > E.C.G. Dinamico Secondo Holter
- Di che cosa si tratta?
L’ECG dinamico secondo Holter è un particolare tipo di Elettrocardiogramma che consente di registrare in modo continuativo, solitamente per 24 ore, l’attività cardiaca.
Questo esame non invasivo e non doloroso viene effettuato quando il medico ritiene necessario approfondire l’analisi dell’attività cardiaca.
Inoltre viene consegnato al paziente un diario per annotare le attività svolte nella giornata ed eventuali sintomi ad esse correlate (dolore al petto, affanno, senso di svenimento, giramento di testa, ecc.).
Trascorse le 24 ore si torna in ambulatorio per la rimozione dell’apparecchio.
I dati acquisiti saranno successivamente esaminati dal cardiologo.
È un esame che possono fare tutti?
Viene effettuato in caso di dubbi circa la presenza di ischemia miocardica, per identificare la presenza di aritmie cardiache (causa di lipotimie), per individuare blocchi nella trasmissione dello stimolo nervoso all’interno del cuore, per valutare l’apparato cardiaco negli sportivi o per chi necessita di referti per il lavoro, motivi legali o assicurativi, nonché per il controllo di farmaci o di un pacemaker.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Non è richiesta alcuna preparazione particolare.
L’applicazione dell’Holter di solito non produce né fastidio né dolore e non ostacola in alcun modo il normale svolgimento delle attività.
Solo in qualche raro caso si può verificare intolleranza all’elettrodo o ai cerotti che vengono applicati per evitare che gli elettrodi si possano staccare.
Per gli uomini è prevista la rasatura del torace per una migliore aderenza degli elettrodi.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esame non comporta alcun tipo di disagio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
La registrazione può durare 24 o 48 ore.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecocolordoppler Arterioso Arti Inferiori
- Di che cosa si tratta?
L’Ecocolordoppler arterioso degli arti inferiori è un esame diagnostico non invasivo che permette lo studio della circolazione arteriosa di gambe e addome.
Si tratta di una semplice ecografia implementata con valori visivi (Color) e acustici (Doppler) che consente di verificare la condizione interna dei vasi e del flusso sanguigno.
È un esame che possono fare tutti?
L’Ecocolordoppler arterioso degli arti inferiori è indicato per monitorare restringimenti (o stenosi) dei vasi delle gambe, responsabili, per esempio, di dolori ai polpacci durante la camminata.
Consente inoltre di individuare allargamenti (o aneurismi) dei vasi e la presenza di trombosi.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
No, per l’esecuzione dell’ecocolordoppler non è richiesta alcuna preparazione.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, l’esame non è doloroso e non provoca disagio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
La durata media è di circa 20-30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecocolordoppler Venoso Arti Inferiori
- Di che cosa si tratta?
L’Ecocolordoppler venoso degli arti inferiori è un esame diagnostico non invasivo che permette lo studio della circolazione venosa di gambe e addome.
Si tratta di una semplice ecografia implementata con valori visivi (Color) e acustici (Doppler) che consente di verificare la condizione interna dei vasi e del flusso sanguigno.
È un esame che possono fare tutti?
Attraverso lo studio delle vene del sistema profondo degli arti inferiori, consente la diagnosi di trombosi venosa profonda (TVP) e il controllo della sua evoluzione nel tempo.
Attraverso lo studio delle vene del sistema superficiale, permette inoltre di valutare la malattia varicosa e le sue complicanze.
È l’esame fondamentale nella valutazione dell’anatomia della malattia varicosa, allo scopo di preparare alla chirurgia endovascolare (EVLA), tradizionale (flebectomia o scleroterapia) o al trattamento medico elastocompressivo.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
No, per l’esecuzione dell’ecocolordoppler non è richiesta alcuna preparazione.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esecuzione dell’esame non è assolutamente dolorosa.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
La durata media è di circa 20-30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecocolordoppler Arterioso Arti Superiori
- ? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecocolordoppler Venoso Arti Superiori
- Di che cosa si tratta?
L’ecodoppler venoso degli arti superiori è utile per lo studio delle trombosi degli assi venosi e della loro valutazione nel tempo.
Attraverso manovre dinamiche, durante l’esame è possibile valutare anomalie congenite che ostacolano il corretto deflusso verso il cuore.
È un esame che possono fare tutti?
L’ecocolordoppler venoso degli arti superiori permette inoltre di studiare il sistema venoso dopo interventi chirurgici dell’arto superiore.
Interventi di tipo ortopedico ed anche oncologico come lo svuotamento ascellare in corso di terapia chirurgica del carcinoma della mammella.
Spesso lo svuotamento ascellare causa l’interruzione dei vasi linfatici che esita con ristagno di linfa a livello della mano, dell’avambraccio e del braccio, causando dolore ed impotenza funzionale dell’arto.
L’ecocolordoppler permette di esaminare il gonfiore dell’arto escludendo malattie venose, come la trombosi.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
No, per l’esecuzione dell’ecocolordoppler non vi è nessuna preparazione.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esecuzione dell’esame non è assolutamente dolorosa.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
La durata media è di circa 20-30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere partico - > Ecocolordoppler Cardiaco in 3D a Riposo
- Di che cosa si tratta?
L’ecocolordoppler (o ecocardio) cardiaco a riposo è un esame che, attraverso gli ultrasuoni trasmessi da una sonda (trasduttore) posizionata sul torace, permette la ricostruzione e la visualizzazione del cuore su uno speciale computer (ecocardiografo).
In questo modo è possibile visualizzare le camere cardiache, misurare le loro dimensioni, valutare la funzione di pompa del cuore e lo stato delle valvole cardiache.
È un esame che possono fare tutti?
L’ecocardiografia va eseguita in ogni paziente in cui si sospettino patologie cardiache quali stenosi valvolari, disfunzioni ventricolari, gravidanza a rischio, endocardite infettiva, valvulopatie (pre e post intervento), cardiomiopatie ischemiche, pericarditi, aneurismi dell’arco aortico, dissecazione aortica, embolia polmonare, instabilità emodinamica grave, versamento pericardico (traumatico o infettivo), infarto del miocardio, dispnea cardiaca o polmonare, oppure come strumento di prevenzione.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Non è necessaria alcuna preparazione. Il paziente viene invitato a sdraiarsi su un lettino e il medico fa scorrere sul torace, in corrispondenza del cuore, una sonda dopo aver applicato uno speciale gel sulla pelle.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre alcun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine. Il paziente può quindi tornare a casa anche guidando.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Si tratta di un esame non doloroso, non invasivo e assolutamente sicuro.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No, l’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
L’ecocolordoppler cardiaco 3D a riposo ha una durata media di circa 20 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere immediatamente la normale vita di tutti i giorni. - > Ecocolordoppler Cardiaco in 3D da Stress
- Di che cosa si tratta?
L’ecocardiogramma da stress (ecostress) fisico è un esame diagnostico che associa l’esecuzione di un ecocardiogramma transtoracico allo svolgimento di un esercizio fisico, effettuato tramite tapis roulant o cicloergometro.
Consente di studiare il comportamento del muscolo cardiaco e le variazioni dei parametri emodinamici valvolari durante l’aumento del carico di lavoro.
L’ecostress fisico serve a definire la natura dei disturbi accusati dal paziente, a valutare la funzionalità del sistema cardiovascolare e a stabilire, in base all’esito, il successivo iter clinico e terapeutico.
È un esame che possono fare tutti?
L’ecostress fisico può essere eseguito a scopo diagnostico per confermare o escludere il sospetto di cardiopatia ischemica e, in casi selezionati, per lo studio di alcune aritmie.
Viene inoltre utilizzato a scopo valutativo per verificare l’efficacia di una terapia in corso o l’esito di procedure di rivascolarizzazione, come angioplastica o bypass coronarico.
Il test consente di valutare la risposta dell’apparato cardiocircolatorio allo sforzo fisico, analizzando la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, eventuali modificazioni elettrocardiografiche e i sintomi riferiti dal paziente.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Non è necessario presentarsi a digiuno, ma è preferibile consumare una colazione leggera.
È consigliato indossare abbigliamento comodo e scarpe idonee (preferibilmente da ginnastica) per consentire di camminare o pedalare agevolmente.
È opportuno presentarsi con tutta la documentazione relativa a precedenti esami e visite (ECG, visite cardiologiche, esami ematochimici ed altra documentazione clinica).
Si raccomanda di non fumare nelle due ore precedenti l’esame, di evitare sforzi intensi e di non svolgere attività fisica impegnativa il giorno stesso dell’esame.
È inoltre importante informare il medico di eventuali disturbi comparsi nelle 48 ore precedenti l’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo?
Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può recare autonomamente, poiché non è necessaria alcuna assistenza né durante l’esecuzione né al termine della procedura.
Il paziente può quindi tornare a casa da solo e guidare regolarmente.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’ecostress fisico è generalmente ben tollerato e non doloroso.
Durante l’esame possono comparire sintomi quali affaticamento, dolore toracico, aritmie o un aumento eccessivo della pressione arteriosa; tali manifestazioni rappresentano proprio gli eventi che l’esame è finalizzato a individuare e vengono costantemente monitorate dal personale sanitario.
Quanto dura?
La durata complessiva dell’ecocardiogramma da stress fisico è di circa 20 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Al termine dell’esame non è necessario un periodo di osservazione e il paziente può lasciare subito l’ambulatorio.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo l’esame è possibile riprendere immediatamente le normali attività quotidiane. - > Ecocolordoppler Cardiaco Transesofageo
- Di cosa si tratta?
Per eseguire l’ecocardiogramma transesofageo con doppler completo, il paziente viene invitato a stendersi su un fianco su un lettino.
Nel corso dell’esame viene utilizzata una sonda che viene fatta giungere all’esofago passando attraverso la bocca e la faringe.
Consente l’esecuzione di uno studio morfologico e funzionale del cuore da un diverso punto di osservazione.
È un esame che possono fare tutti?
Viene richiesto in tutti quei casi in cui l’ecocardiogramma transtoracico non risulta dirimente nel risolvere un quesito diagnostico.
Ciò può accadere per la presenza di una finestra acustica transtoracica di scadente qualità (ad esempio nei pazienti enfisematosi) e/o in caso di presenza di strutture metalliche artificiali (come le protesi valvolari meccaniche) che creano riverberi ed artefatti di immagine.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per eseguire l’Ecocolordoppler Cardiaco Transesofageo è necessario essere a digiuno (non mangiare o bere dopo la mezzanotte del giorno precedente l’esame).
Le medicine possono essere assunte, cercando di bere solo la minima quantità sufficiente per deglutire i farmaci.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da sola? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Il paziente deve essere accompagnato e non potrà guidare per l’intera giornata, poiché l’esame può prevedere l’utilizzo di un leggero anestetico.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Non è doloroso né pericoloso, ma il passaggio della sonda attraverso la bocca potrebbe generare un certo fastidio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
Possibili aritmie cardiache, generalmente ben tollerate e di breve durata, che solo raramente richiedono un trattamento farmacologico.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
Possibili lesioni esofagee, estremamente rare e solitamente correlate a varianti anatomiche misconosciute all’epoca dell’esame.
Quanto dura?
Ha una durata di circa 20-25 minuti.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, può essere necessario un breve periodo di osservazione di circa 30 minuti.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dal giorno successivo all’esame si può riprendere la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecocolordoppler Tronchi Sovraortici
- Di che cosa si tratta?
L’Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) è un esame utilizzato per studiare e monitorare i vasi sanguigni (arterie e vene) che nutrono le strutture del capo, e per la diagnosi delle malattie cerebrovascolari.
Si tratta di una metodica semplice e non invasiva.
È un esame che possono fare tutti?
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) viene richiesto dagli specialisti per l’inquadramento di un paziente a seguito di ictus o TIA (attacco ischemico transitorio) e per la diagnosi di aneurisma.
Viene utilizzato anche per lo screening di pazienti con fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, fumo, ecc.).
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
No, per l’esecuzione dell’ecocolordoppler non vi è nessuna preparazione.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esecuzione dell’esame non è assolutamente dolorosa.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No, l’esame non è doloroso e non provoca rischi.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
La durata media è di circa 20-30 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecografia Addominale
- Di che cosa si tratta? L’ecografia è un’indagine semplice e innocua che si basa sull’emissione di ultrasuoni, che si ritiene non possano provocare alcun danno all’organismo. Non prevede invece l’uso di radiazioni. Gli ultrasuoni sono onde emesse da una sonda fatta passare sulla pelle, che viene prima ricoperta da un sottile strato di gel. Le onde sono riflesse in diversa misura dai diversi tessuti: per questo l’ecografia può distinguere tra cisti a contenuto liquido o masse solide. È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni? Tutti possono sottoporsi con tranquillità all’esame, sebbene a volte l’ecografista possa trovare qualche difficoltà a esaminare le persone obese o che sono state sottoposte in passato a interventi di chirurgia addominale. Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame? Sì, per l’ecografia dell’addome superiore (con cui si esplorano il fegato, la cistifellea e le vie biliari, la milza, i reni, il pancreas, lo stomaco, i grossi vasi sanguigni, in particolare l’aorta, ed eventuali linfonodi ingrossati) occorre prepararsi con un’alimentazione adeguata. Nei tre giorni precedenti, per eliminare l’aria presente nell’intestino, si possono utilizzare tisane reperibili in farmacia oppure pastiglie di carbone vegetale da assumere dopo i due pasti principali. Contemporaneamente, o almeno il giorno precedente l’esame, occorre evitare pasta, frutta, verdura, legumi, cereali, latte, succhi di frutta, bevande gassate. In generale vanno ridotti al minimo i grassi, assumendo solo un brodo vegetale leggero, pesce bollito o carni magre (vitello, pollo, tacchino) cotte senza aggiunta di condimento. Se l’esame è nel pomeriggio è possibile fare in mattinata una colazione leggera, con tè zuccherato e qualche fetta biscottata, ma è necessario mantenere l’assoluto digiuno nelle sei ore precedenti l’esame. Per uno studio più approfondito del pancreas e delle strutture situate più in profondità, in casi particolari, il medico potrà chiedere al paziente, subito prima dell’esame, di riempire lo stomaco con acqua non gassata. Per l’ecografia dell’addome inferiore (o ecografia pelvica) occorre che la vescica sia piena: per questo da due ore prima dell’esame è importante non urinare e fino ad almeno un’ora prima bere in quantità abbondanti acqua non gassata, tè o camomilla. Per l’ecografia addominale completa occorre effettuare entrambi i tipi di preparazione. È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa? Per eseguire un’ecografia non occorre essere accompagnati, né ci possono essere effetti a posteriori sulla capacità di guida dei veicoli. L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio? No. Durante l’esame il medico potrà invitare il paziente a inspirare profondamente e trattenere il fiato, oppure a cambiare posizione, ad esempio mettendosi in piedi, per mettere meglio in evidenza alcuni organi da esaminare. L’esame comporta dei rischi immediati? No. L’esame comporta dei rischi a lungo termine? No, perché non sfrutta radiazioni ionizzanti, ma onde a ultrasuoni che, per quanto si sa, sono innocue per l’organismo. Quanto dura? La durata dell’esame è molto variabile da caso a caso, ma di solito dura da pochi minuti a mezz’ora. Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto? Terminato l’esame, si può tornare subito a casa. Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecografia Mammaria
- Di che cosa si tratta?
L’ecografia mammaria è un’indagine semplice e sicura che si basa sull’emissione di ultrasuoni a bassa frequenza e alta intensità che non si ritiene possano provocare danni all’organismo, nemmeno nei soggetti particolarmente sensibili come le donne in gravidanza.
La sonda che emette gli ultrasuoni viene passata sul seno, cosparso di un sottile strato di gel acquoso che, facendo aderire meglio la sonda alla pelle, consente di visualizzare immagini di migliore qualità.
Gli ultrasuoni emessi dalla sonda sono riflessi in maniera diversa a seconda del tipo di tessuto.
Ciò consente di individuare eventuali formazioni all’interno del seno e distinguere tra quelle a contenuto liquido e quelle a contenuto solido.
Nella maggior parte dei casi l’ecografia mammaria non è un’alternativa alla mammografia e i due esami sono complementari.
Nelle donne più giovani, in cui il tessuto ghiandolare è più denso, i risultati dell’ecografia offrono maggiori informazioni rispetto a quelli della mammografia.
È un esame che possono fare tutti?
Sì, l’indagine non ha alcuna controindicazione.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?
La tecnica non richiede alcuna preparazione da parte del paziente.
Tuttavia, poiché ogni seno ha caratteristiche proprie, è importante per il medico disporre degli esami precedenti per valutare se eventuali anomalie riscontrate dall’ecografia siano preesistenti o di nuova insorgenza.
Per questo è necessario portare sempre con sé le ultime mammografie o ecografie eseguite.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Per eseguire un’ecografia non è necessario essere accompagnati: l’esame infatti non causa alcun effetto che possa incidere sull’autonomia o la capacità di guidare veicoli.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No.
L’esame, che viene eseguito con il paziente sdraiato su un lettino e a torace scoperto, non causa alcun fastidio, né vengono somministrati farmaci durante la procedura.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No, l’ecografia mammaria non sfrutta radiazioni ionizzanti, ma onde a ultrasuoni.
Le conoscenze attuali indicano che questa fonte di energia è del tutto innocua per l’organismo.
Quanto dura?
La durata dell’indagine è di circa 20 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame non è necessaria nessuna attesa.
Si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecografia Muscolo-Tendina
- Di che cosa si tratta?
L’ecografia muscolotendinea è un esame di semplice esecuzione che permette di studiare muscoli e tendini.
Basato sull’uso delle onde ultrasonore che penetrano in profondità, è indicato in caso di contusioni, stiramenti, strappi muscolari o tendiniti.
È un esame che possono fare tutti?
In modo particolare è un esame indicato in caso di stiramenti e sospetti strappi muscolari, contusioni, tendiniti (a mano, polso, gomito, spalla, ginocchio, caviglia, piede, tendine di Achille), cisti, borsiti, ematomi intramuscolari o sottocutanei.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Non serve una particolare preparazione al momento dell’esecuzione dell’esame.
Il paziente deve recare in visione al medico ecografista gli esami effettuati in precedenza (ecografie, lastre, altri referti, ecc.) utili per la valutazione del caso anche in termini di evoluzione nel tempo.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’ecografia muscolotendinea non provoca dolore.
Soltanto nel caso in cui la zona sia infiammata, la sensazione di dolore può essere leggermente più percepibile.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’ecografia muscolotendinea è indolore, non invasiva e non ha effetti collaterali o limitazioni d’uso.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
L’esame ha una durata di circa 10-15 minuti durante i quali il paziente viene posizionato sul lettino.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecografia Prostatica Transrettale (con eventuale biopsia)
- Di che cosa si tratta?
L’ecografia prostatica transrettale è un esame ecografico che può servire a visualizzare le caratteristiche morfologiche della prostata.
L’esame consiste in una sonda del diametro di un dito che, inserita per un breve tratto nel retto, emette onde a ultrasuoni, riflesse in maniera diversa a seconda del tipo di tessuto che incontrano.
Con i dati ottenuti si elaborano in tempo reale delle immagini, che possono essere visualizzate in maniera statica o sotto forma di video.
L’esame consente quindi di valutare le dimensioni e la forma della prostata; inoltre è possibile individuare eventuali formazioni al suo interno.
Non è tuttavia un metodo che consente una diagnosi precisa: per questo occorre infatti una biopsia.
L’esame consente tuttavia di eseguire la biopsia prostatica: sotto la guida delle immagini fornite dagli ultrasuoni è infatti possibile far passare attraverso il perineo o la parete del retto degli aghi con cui prelevare frammenti di tessuto (in genere almeno dodici) da esaminare in laboratorio.
Tale indagine può chiarire un dubbio sollevato da elevati valori di PSA o dall’esplorazione rettale.
Se l’analisi conferma la presenza di un tumore è possibile inoltre precisarne il tipo e valutarne in certa misura l’aggressività.
La procedura, infine, può talvolta essere utilizzata non a scopo diagnostico ma per effettuare trattamenti, per esempio la brachiterapia, con cui si impiantano fonti di radiazioni direttamente nella prostata.
È un esame che possono fare tutti?
L’esame è controindicato nei casi in cui il paziente soffra di emorroidi sanguinanti, ragadi anali o stenosi anali.
Occorre inoltre prestare attenzione alle situazioni in cui è più facile andare incontro a emorragie, per esempio quando si assumono medicinali anticoagulanti o farmaci per fluidificare il sangue.
Non può essere eseguita nei pazienti precedentemente sottoposti ad amputazione della pelvi e del retto.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Se si assumono medicinali anticoagulanti o per fluidificare il sangue il medico può chiedere, in caso di biopsia, di sospendere la terapia una settimana prima dell’esame.
Per la stessa ragione, nei giorni precedenti l’indagine è bene evitare di assumere aspirina o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).
In genere viene prescritto un antibiotico da iniziare la sera prima dell’esame e continuare nei giorni successivi per prevenire il rischio di infezioni.
Perché l’ampolla rettale sia completamente vuota al momento dell’indagine, si consiglia inoltre una supposta di glicerina la sera e una la mattina dell’esame, oppure si effettua un clistere alcune ore prima del test.
Il giorno dell’esame non occorre stare a digiuno, ma è consigliata una colazione leggera.
Nelle ore che lo precedono, inoltre, è bene bere molto e non urinare in modo che la vescica sia piena, così da migliorare la trasmissione delle onde attraverso i tessuti.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Per la biopsia occorre essere accompagnati.
Per la sola ecografia, no.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
La sonda viene lubrificata e ha un diametro tale per cui il suo inserimento non è in genere avvertito come doloroso.
Si possono invece sentire piccole punture quando il medico effettua i prelievi per la biopsia, ma è possibile ridurne il disturbo con un’anestesia locale.
L’esame comporta dei rischi immediati?
Il rischio più significativo legato alla procedura è quello di infezioni, che tuttavia possono essere prevenute con un’adeguata profilassi antibiotica.
È bene comunque avvisare il medico se nei giorni immediatamente successivi dovesse comparire una febbre improvvisa.
Nei giorni successivi alla biopsia è normale un certo indolenzimento della zona.
Si può verificare un sanguinamento uretrale nelle prime 24 ore dall’esame, mentre la presenza di sangue nelle urine o nel liquido seminale può proseguire per alcuni giorni o addirittura settimane.
Più raramente il paziente può avere difficoltà a urinare per un rigonfiamento della prostata.
L’esame comporta rischi a lungo termine?
L’esame di per sé non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
L’indagine dura in tutto circa dieci minuti-un quarto d’ora.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Al termine dell’esame si può tornare a casa.
Dopo la biopsia bisogna rimanere in osservazione fino alla prima minzione.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Nelle 24 ore successive all’esame è meglio evitare sforzi intensi e astenersi per due-tre giorni dall’attività sessuale.
Per il resto, dopo l’indagine si può riprendere la propria vita normale, avendo cura di ricominciare la terapia anticoagulante o fluidificante (se interrotta) dopo tre giorni dal test o quando non si osservano più perdite di sangue.
- > Ecografia Renale
- Di che cosa si tratta?
L’ecografia è un’indagine semplice e innocua che si basa sull’emissione di ultrasuoni, che si ritiene non possano provocare alcun danno all’organismo.
Non prevede l’uso di radiazioni.
Gli ultrasuoni sono onde emesse da una sonda fatta passare sulla pelle, che viene prima ricoperta da un sottile strato di gel.
Le onde sono riflesse in diversa misura dai diversi tessuti: per questo l’ecografia può distinguere tra cisti a contenuto liquido o masse solide.
È un esame che possono fare tutti?
Tutti possono sottoporsi con tranquillità all’esame, sebbene a volte l’ecografista possa trovare qualche difficoltà a esaminare persone obese o che sono state sottoposte in passato a interventi di chirurgia addominale.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
L’esame si effettua a digiuno da 6-8 ore e comunque con un ultimo pasto povero di grassi.
Nei due giorni precedenti è consigliabile privilegiare pasti a base di proteine (carne, pesce, uova), escludendo carboidrati e verdure al fine di limitare la quantità di aria nell’intestino, che potrebbe ostacolare l’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Per eseguire un’ecografia non occorre essere accompagnati, né vi sono effetti successivi sulla capacità di guidare veicoli.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No.
Durante l’esame il medico potrà invitare il paziente a inspirare profondamente e trattenere il fiato, oppure a cambiare posizione, ad esempio mettendosi in piedi, per visualizzare meglio alcuni organi.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta rischi a lungo termine?
No, perché non sfrutta radiazioni ionizzanti, ma onde a ultrasuoni che, per quanto si sa, sono innocue per l’organismo.
Quanto dura?
La durata dell’esame è variabile da caso a caso, ma di solito va da pochi minuti fino a circa mezz’ora.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecografia Tiroidea
- Di che cosa si tratta?
L’indagine si basa sugli ultrasuoni, emessi da una speciale sonda che viene fatta scorrere sul collo, e registra la presenza di zone di tessuto tiroideo a densità non omogenea, come noduli o cisti.
Molti di questi noduli, specie se piccoli, non hanno rilevanza clinica.
In presenza di queste formazioni il medico potrà decidere se approfondire con ulteriori esami diagnostici, come una scintigrafia della tiroide o un agoaspirato del nodulo o della cisti.
È un esame che possono fare tutti?
L’ecografia della tiroide è un esame privo di controindicazioni.
Può essere eseguito da tutti, compresi bambini e donne in gravidanza, poiché utilizza una sorgente di energia considerata sicura.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?
Prima dell’esame non è richiesta alcuna preparazione specifica.
Al momento dell’indagine è sufficiente rimuovere eventuali gioielli o oggetti metallici indossati al collo.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
L’ecografia non ha alcun effetto sulla capacità di guidare i veicoli e non limita l’autonomia del paziente.
Non è quindi necessario essere accompagnati.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No.
Durante l’ecografia il paziente è sdraiato su un lettino, a pancia in su e con il capo leggermente reclinato all’indietro, mentre la sonda ecografica viene fatta scorrere sulla pelle del collo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
L’esame non utilizza radiazioni ionizzanti, come radiografie o TC, ma ultrasuoni, che sulla base delle conoscenze attuali sono considerati del tutto innocui per l’organismo.
Quanto dura?
L’ecografia tiroidea è un esame molto rapido e dura circa 10 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Ecografia Transvaginale
- Di che cosa si tratta?
L’ecografia transvaginale è spesso eseguita in associazione all’ecografia pelvica per studiare meglio il collo dell’utero, l’utero stesso o le ovaie.
Una sonda rivestita di una sorta di profilattico ricoperto di gel viene introdotta nella vagina ed emette ultrasuoni che vengono riflessi in maniera diversa dai diversi tessuti.
Questi segnali sono riconosciuti da un computer che ricostruisce su di un monitor le immagini degli organi pelvici, che il medico può registrare singolarmente o nel loro insieme.
L’esame serve a individuare le possibili cause di infertilità, di sanguinamenti o di dolori pelvici.
È inoltre utile per studiare la natura delle cisti ovariche o delle formazioni uterine e per individuare l’eventuale presenza di tumori.
Viene utilizzato anche nelle diverse fasi della gravidanza e, pertanto, questa condizione non rappresenta una controindicazione all’esame.
È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?
L’indagine può essere eseguita in qualunque fase del ciclo mestruale.
Nelle donne vergini il ginecologo può valutare, durante la visita, se l’imene è sufficientemente elastico da consentire l’esecuzione del test.
In caso contrario si può decidere di ricorrere all’ecografia transrettale.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
L’esame transvaginale si esegue a vescica vuota.
Talvolta può essere richiesto di avere la vescica piena (bevendo e non urinando nell’ora precedente) per eseguire preliminarmente anche l’ecografia pelvica esterna.
Al momento dell’indagine è necessario spogliarsi dalla vita in giù e sistemarsi sul lettino in posizione ginecologica.
Non è richiesta alcun’altra preparazione specifica.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da sola?
Non occorre farsi accompagnare e si può tranquillamente guidare dopo l’esame.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
La procedura non è dolorosa.
È possibile avvertire un leggero fastidio o una sensazione di pressione al momento dell’inserimento della sonda.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No, perché l’ecografia non utilizza radiazioni ionizzanti ma onde a ultrasuoni, considerate innocue sia per la donna sia per il feto in caso di gravidanza.
Quanto dura?
L’esame dura circa 30 minuti, ma la durata può variare in base alle necessità individuali.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminata la procedura, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la propria vita quotidiana.
- > Elettromiografia (EMG)
- Di che cosa si tratta?
L’elettromiografia (EMG) analizza i potenziali elettrici che si generano a seguito della contrazione delle fibre muscolari.
Si utilizza un elettrodo di registrazione ad ago, di piccolo diametro, sterile e monouso, che viene introdotto nei muscoli da esaminare, scelti in base alla patologia, per il tempo strettamente necessario.
La tecnica è minimamente invasiva e lievemente dolorosa.
Viene valutata sul monitor dello strumento l’attività elettrica generata dall’inserzione dell’ago, l’attività a riposo, la morfologia dei potenziali di unità motoria (PUM) attivati da una lieve contrazione del muscolo e il reclutamento delle unità motorie al massimo sforzo.
Tutti gli aghi utilizzati per eseguire l’elettromiografia sono monouso, per cui non sussiste alcun rischio infettivo.
È un esame che possono fare tutti?
È indicato per chi soffre di sindrome del tunnel carpale e di altre mononeuropatie da intrappolamento, radicolopatie cervicali e lombari (es. ernia discale), neuropatie (multi o poli) di varia natura (es. diabetica, autoimmune, genetica), sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del neurone motorio, malattie muscolari o miopatie, miastenia gravis.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
No, l’esame non richiede alcuna particolare preparazione del paziente.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, l’esame è minimamente invasivo e lievemente doloroso.
L’esame comporta dei rischi immediati?
La valutazione preliminare del medico stabilirà se eseguire solo l’elettroneurografia di superficie o anche l’elettromiografia ad ago.
In quest’ultimo caso, generalmente, è preferibile studiare solo i muscoli superficiali, poiché può verificarsi la comparsa di piccoli ematomi.
Un’altra controindicazione, molto relativa, riguarda l’elettroneurografia in pazienti portatori di pacemaker.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
La durata è molto variabile in base alla patologia, da circa 20 minuti fino a 2 ore nei casi più complessi.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Elettroneurografia (ENG)
- Di che cosa si tratta?
L’elettroneurografia (ENG) è lo studio dei potenziali evocati dalla stimolazione elettrica dei nervi periferici sia motori sia sensitivi.
Vengono erogati lievi impulsi elettrici per mezzo di stimolatori ad anello.
Gli stimoli elettrici si propagano lungo il nervo e sono registrati a distanza tramite elettrodi di varia forma.
Si determina la latenza degli stimoli registrati, la distanza tra gli elettrodi e si calcola l’ampiezza dei potenziali e la velocità di conduzione nei tratti nervosi esaminati.
Questi valori vengono poi confrontati con quelli normali.
Gli impulsi elettrici durante l’elettroneurografia sono generalmente ben tollerati e solo raramente possono essere percepiti come fastidiosi.
È un esame che possono fare tutti?
È indicato per chi soffre di sindrome del tunnel carpale e di altre mononeuropatie da intrappolamento, radicolopatie cervicali e lombari (es. ernia discale), neuropatie (multi o poli) di varia natura (es. diabetica, autoimmune, genetica), sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del neurone motorio, malattie muscolari o miopatie, miastenia gravis.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
No, l’esame non richiede alcuna particolare preparazione del paziente.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, la maggior parte dei pazienti trova l’esame assolutamente sopportabile, al limite lievemente fastidioso.
L’esame comporta dei rischi immediati?
La valutazione preliminare del medico stabilirà se eseguire solo l’elettroneurografia di superficie o anche l’elettromiografia ad ago.
In quest’ultimo caso, generalmente, è preferibile studiare solo i muscoli superficiali, per cui può verificarsi la comparsa di piccoli ematomi.
Un’altra controindicazione, molto relativa, riguarda l’elettroneurografia in pazienti portatori di pacemaker.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
La durata è molto variabile in base alla patologia, da circa 20 minuti fino a 2 ore nei casi più complessi.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Entero R.M.
- Di che cosa si tratta?
L’Entero-RM è una metodica non invasiva di imaging che, attraverso l’impiego di un potente campo magnetico ed impulsi di radiofrequenza, un mezzo di contrasto neutro assunto per bocca e un mezzo di contrasto paramagnetico iniettato per via endovenosa, consente di studiare il piccolo intestino, visualizzandone il lume e la parete.
Tale metodica, che non utilizza radiazioni ionizzanti, è indicata nell’identificazione delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (ad esempio il morbo di Crohn), nell’identificazione di neoplasie e di lesioni vascolari.
È un esame che possono fare tutti?
Durante la gravidanza l’esame non è controindicato, anche se per prudenza è consigliabile evitarlo nelle prime 12 settimane, salvo casi di assoluta necessità e urgenza.
Non possono sottoporsi a risonanza magnetica i portatori di pacemaker cardiaco o di neurostimolatori, poiché il campo magnetico potrebbe alterarne il funzionamento.
L’esame è controindicato anche in presenza di strutture metalliche interne, specialmente se in prossimità di organi vitali, come protesi, chiodi e viti ortopediche o dispositivi utilizzati in interventi vascolari, che potrebbero spostarsi sotto l’effetto del campo magnetico.
Le protesi del cristallino per cataratta o le valvole cardiache metalliche rappresentano una controindicazione all’esame.
Materiali più recenti, come quelli a base di titanio, sono generalmente compatibili, ma è comunque fondamentale segnalare ogni intervento chirurgico subito in passato.
In caso di dubbio, il medico potrà verificare la compatibilità del materiale o richiedere una radiografia preliminare.
È inoltre importante informare gli operatori se si è svolto un lavoro a rischio di esposizione a schegge metalliche (tornitore, saldatore, carrozziere, ecc.) o se si è stati coinvolti in esplosioni o incidenti di caccia.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Il paziente dovrà compilare e firmare il consenso informato.
Le donne devono sempre informare il medico di una possibile gravidanza.
Per ottenere una buona distensione delle anse intestinali è necessario bere 1,5-2 litri di ISOCOLAN® circa 60 minuti prima dell’esame.
L’ISOCOLAN è una sostanza inerte e non assorbibile che può causare senso di ripienezza addominale e lieve diarrea.
È necessario portare con sé eventuali esami radiologici precedenti.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può recare tranquillamente da soli.
Al termine dell’indagine si può tornare a casa anche guidando, senza alcuna limitazione.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
La risonanza magnetica non è dolorosa, fatta eccezione per la lieve puntura dell’ago per l’iniezione del mezzo di contrasto.
I principali disagi possono derivare dal rumore prodotto dalla macchina e da una possibile sensazione di claustrofobia.
Vengono forniti tappi o cuffie per le orecchie; non è consentito l’uso di dispositivi elettronici personali.
Le apparecchiature moderne sono più ampie e ventilate, riducendo il senso di chiusura.
In caso di claustrofobia grave, epilessia o disturbi psichiatrici è possibile ricorrere a una lieve sedazione.
Durante l’esame è normale avvertire un lieve riscaldamento corporeo o contrazioni muscolari involontarie, che vanno segnalate solo se diventano fastidiose.
In presenza di tatuaggi, soprattutto datati, possono verificarsi lievi irritazioni cutanee.
L’esame comporta dei rischi immediati?
Il principale rischio è una possibile reazione allergica al mezzo di contrasto a base di gadolinio, evento raro.
È importante segnalare eventuali allergie pregresse o gravi insufficienze renali.
Le reazioni sono generalmente lievi (prurito, nausea, vomito) e solo eccezionalmente gravi.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
La risonanza magnetica non utilizza radiazioni ionizzanti né sostanze radioattive.
Allo stato attuale delle conoscenze non sono noti effetti dannosi a lungo termine.
Le donne portatrici di spirale dovrebbero consultare il ginecologo per valutare un’ecografia di controllo dopo l’esame.
Quanto dura?
La durata dell’esame varia in base all’estensione dell’area studiata e può arrivare a 40-45 minuti.
È possibile chiedere brevi pause tra una sequenza e l’altra per sgranchirsi.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Salvo diverse indicazioni, non è necessario alcun periodo di osservazione.
Terminato l’esame ci si può rivestire e tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Tutti possono riprendere immediatamente la vita normale.
Fa eccezione l’allattamento al seno dopo somministrazione di mezzo di contrasto, per il quale valgono le indicazioni del medico.
- > Epiluminescenza o Dermatoscopia
- Di che cosa si tratta?
L’epiluminescenza, o dermatoscopia, è un esame non invasivo che permette di riconoscere melanomi o altri tumori della pelle.
Consente di studiare le caratteristiche di comuni formazioni cutanee e verificare che non siano di natura maligna.
Dopo aver ricoperto la lesione da esaminare con uno strato sottile di olio minerale, il medico la osserva sotto una luce incidente attraverso uno strumento, detto dermatoscopio, che permette di visualizzarne anche le strutture interne.
Le immagini possono essere acquisite digitalmente e memorizzate per i controlli successivi, così da valutarne l’evoluzione nel tempo.
Se l’esito dell’esame è negativo e la lesione non presenta caratteristiche di malignità, è possibile evitare l’asportazione chirurgica, che prima dell’introduzione di questa tecnica rappresentava l’unico modo per chiarire un sospetto di malignità.
È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?
L’esame non ha controindicazioni.
Il suo utilizzo sistematico per la diagnosi precoce dei tumori della pelle in assenza di un sospetto clinico è ancora oggetto di discussione.
Attualmente uno screening periodico nella popolazione generale non è raccomandato, ma può essere consigliato dal medico in casi selezionati, ad esempio in presenza di familiarità per melanoma, particolari caratteristiche della cute o numerosi nei.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
A parte una normale pulizia della zona interessata, non è richiesta alcuna preparazione specifica.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Poiché l’esame è assolutamente non invasivo, non occorre essere accompagnati e si può guidare senza limitazioni.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
L’osservazione di ogni singola lesione dura pochi minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
No.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere immediatamente la normale vita di tutti i giorni.
- > Esofagogastroduodenoscopia
- Di che cosa si tratta?
La Esofagogastroduodenoscopia (gastroscopia) è un esame diagnostico durante il quale un tubo flessibile, dotato di una “videocamera” all’estremità, viene inserito attraverso l’esofago, lo stomaco e la prima parte dell’intestino tenue.
È un esame che possono fare tutti?
Questo esame viene eseguito per investigare alcuni sintomi, quali ad esempio dolore, nausea, bruciore di stomaco e difficoltà di deglutizione.
Durante la procedura è possibile eseguire biopsie, che consistono nella raccolta di campioni di tessuto ed effettuate per la ricerca di infezioni, la verifica del buon funzionamento dell’intestino e la diagnosi di tessuti dall’aspetto anomalo, che possono rivelare patologie come la malattia celiaca o lesioni pre-tumorali e tumorali.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per eseguire l’esame in sicurezza è necessario avere lo stomaco vuoto.
Occorre quindi evitare di assumere cibi o bevande (compresa l’acqua) nelle 8 ore precedenti l’esame.
È opportuno informare preventivamente il medico sugli eventuali farmaci assunti.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Il paziente deve essere accompagnato a casa e non deve guidare né prendere decisioni importanti fino al giorno successivo, poiché la capacità di giudizio e i riflessi possono risultare rallentati a causa del farmaco sedativo somministrato.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, la gastroscopia non è dolorosa, anche nel caso di manovre più complesse come la biopsia o l’asportazione di piccoli polipi (polipectomia).
L’esame comporta dei rischi immediati?
Dopo l’esame si può avvertire una lieve irritazione alla gola e un senso di gonfiore allo stomaco.
Si tratta di disturbi transitori che generalmente scompaiono entro 24 ore.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
L’esame dura generalmente circa 15-20 minuti, ma può protrarsi più a lungo se sono necessari interventi particolari.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Di norma il paziente viene trattenuto in osservazione per circa 30 minuti / un’ora dopo la fine dell’esame.
Quando gli effetti della sedazione si sono attenuati, può tornare a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere la normale vita di tutti i giorni, seguendo le indicazioni del medico.
- > HPV Test
- Di che cosa si tratta?
Il test HPV consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero che vengono successivamente analizzate per verificare la presenza di DNA del Papillomavirus.
Le infezioni causate da questo comunissimo virus possono infatti essere responsabili del tumore del collo dell’utero.
Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del Pap test: nel corso di una normale visita ginecologica si applica lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l’apertura vaginale per favorire il prelievo.
L’operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola e un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di muco dal collo dell’utero e dal canale cervicale, da analizzare in laboratorio.
È un esame che possono fare tutti?
L’esame può essere eseguito da tutte le donne, purché non sia presente il flusso mestruale.
L’opportunità di utilizzarlo come screening del tumore del collo dell’utero in alternativa al Pap test è ancora oggetto di valutazione.
Il test HPV è più sensibile del Pap test, poiché rileva più facilmente le lesioni che potrebbero evolvere in tumori, ma è meno specifico, in quanto identifica anche infezioni che potrebbero regredire spontaneamente.
Per questo motivo, in caso di test HPV positivo, è raccomandato un esame di triage (Pap test) per confermare la reale positività.
È importante sapere che la positività al test HPV non indica necessariamente la presenza di un tumore.
Il test HPV deve essere eseguito a intervalli più lunghi (almeno cinque anni) rispetto al Pap test ed è indicato per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero solo dopo i 30-35 anni di età.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?
Non è richiesta alcuna preparazione specifica.
Nei due giorni precedenti l’esame è però opportuno astenersi dai rapporti sessuali ed evitare l’uso di deodoranti intimi, prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Non è necessario farsi accompagnare.
L’esame non richiede assistenza e non altera la capacità di guidare veicoli.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esecuzione del test HPV non è dolorosa, anche se alcune donne possono avvertire un lieve fastidio durante il prelievo.
In rari casi, nei giorni successivi all’esame, possono verificarsi piccole perdite di sangue.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
L’esame non utilizza radiazioni ionizzanti né fonti di energia dannose per l’organismo.
Quanto dura?
L’esecuzione del test HPV è molto rapida e dura pochi minuti, al massimo cinque.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo il test HPV si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana, senza alcuna limitazione.
- > Idrocolonterapia
- Di che cosa si tratta?
L’idrocolonterapia ha lo scopo di mantenere pulito e in perfetto stato il tratto intestinale, stimolare la peristalsi e riportare in equilibrio la flora batterica.
L’effetto ammorbidente dell’acqua introdotta e la stimolazione che si viene a creare mettono l’intestino in condizioni di pulirsi a fondo e riattivare le sue funzioni vitali.
L’immissione di ossigeno attraverso l’acqua fornisce un valido nutrimento alla flora batterica.
Agendo come una profonda pulizia, rimuove i residui fecali depositati nelle curve, nelle tasche e sulle pareti del colon, elimina la flora batterica alterata e favorisce la ricrescita di quella equilibrata.
Già dopo il primo trattamento il ventre si presenta meno gonfio e si avverte un benefico senso di leggerezza e benessere psico-fisico.
È un esame che possono fare tutti?
Sono poche le persone che non ne hanno bisogno.
Risulta particolarmente indicato per chi soffre di problemi intestinali o di disturbi che possono essere correlati a un cattivo funzionamento del colon.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
È necessaria una leggera preparazione prima della terapia.
Si consiglia di evitare cibi ad alta fermentazione, come i legumi, almeno due o tre giorni prima del trattamento, per ridurre la presenza di aria nell’intestino e limitare il fastidio durante e dopo la seduta.
Latte e derivati e carne rossa sono da evitare almeno due giorni prima.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre alcun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Per la maggior parte degli individui la procedura è priva di dolore.
È possibile avvertire un leggero fastidio durante l’inserimento dello speculum nell’ano, ma solo per alcuni secondi.
Durante il trattamento si possono percepire crampi addominali e, in alcuni casi, nausea.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’idrocolonterapia è una tecnica generalmente sicura e ben tollerata, ma non del tutto priva di possibili effetti collaterali.
In alcuni casi possono comparire crampi, gonfiore, diarrea, nausea o vomito.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
Il trattamento ha una durata media di circa 35 minuti.
Inizia con l’inserimento di una piccola sonda nel canale anale e, tramite acqua filtrata a temperatura e pressione controllata, l’intestino viene sottoposto a lavaggi per ammorbidire ed eliminare le scorie.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato il trattamento, si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Isteroscopia
- Di che cosa si tratta?
L’isteroscopia è una tecnica che permette di visualizzare le pareti interne dell’utero.
Viene eseguita introducendo attraverso la vagina una piccola telecamera, posta all’estremità di un sottile strumento (isteroscopio), che raggiunge l’utero dopo che le sue pareti sono state distese con gas (anidride carbonica) o con un liquido, solitamente soluzione fisiologica.
L’esame è prescritto a scopo diagnostico in caso di sanguinamenti uterini anomali nelle donne in età fertile e soprattutto in menopausa, o quando altri esami fanno sospettare patologie a carico dell’utero.
Consente di rilevare malformazioni uterine e la presenza di polipi, fibromi o, in alcuni casi, tumori dell’utero.
Durante l’esame è possibile prelevare campioni di tessuto da analizzare in laboratorio.
Viene spesso utilizzata anche per individuare le cause di infertilità.
In molti casi può essere eseguita in ambulatorio, senza ricovero.
Quando invece si effettuano piccoli interventi (asportazione di polipi o correzione di lievi malformazioni), la procedura avviene sotto anestesia in regime di day hospital o con ricovero di 1-2 giorni.
È un esame che possono fare tutti?
L’isteroscopia può essere eseguita in donne di tutte le età, ad eccezione delle donne in gravidanza.
Non può essere effettuata durante il flusso mestruale né in presenza di infezioni o infiammazioni pelviche.
In rari casi particolari conformazioni anatomiche possono impedire il passaggio dell’isteroscopio.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per l’isteroscopia diagnostica non è richiesta una preparazione specifica, ma è importante segnalare l’eventuale assunzione di farmaci anticoagulanti.
Una terapia antibiotica preventiva è prevista solo per pazienti con patologie delle valvole cardiache.
Per l’isteroscopia operativa sono necessari alcuni esami preliminari (esami del sangue ed elettrocardiogramma).
È previsto il digiuno dalla sera precedente, l’esecuzione di un clistere e la depilazione della zona interessata.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
In caso di isteroscopia esclusivamente diagnostica, la paziente può tornare a casa da sola.
Se l’esame è di tipo operativo in day hospital, è necessario essere accompagnati a casa e per le successive 48 ore è sconsigliato svolgere attività che richiedano particolare concentrazione, compresa la guida.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’isteroscopia diagnostica non è dolorosa, ma può causare lievi crampi simili a quelli mestruali dovuti alla distensione dell’utero e, talvolta, un lieve dolore alla spalla.
Questi disturbi tendono a risolversi spontaneamente in breve tempo.
Nel caso di isteroscopia operativa, nei giorni successivi possono comparire dolori addominali, lombari o alla spalla e un lieve sanguinamento vaginale, che non deve destare preoccupazione.
L’anestesia può causare temporanea difficoltà di concentrazione per alcune ore.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’isteroscopia è generalmente un esame sicuro.
La perforazione dell’utero o le infezioni sono eventi molto rari, soprattutto nella pratica diagnostica.
Raramente può verificarsi una reazione vagale con rallentamento del battito cardiaco e abbassamento della pressione arteriosa.
L’esame comporta rischi a lungo termine?
L’isteroscopia non comporta rischi a lungo termine.
Solo in casi eccezionali, in presenza di complicanze come infezioni o perforazioni, possono essere necessarie ulteriori terapie o interventi.
Quanto dura?
L’isteroscopia diagnostica dura circa 10-15 minuti.
L’isteroscopia operativa può durare dai 30 ai 60 minuti, in base alla complessità dell’intervento.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo l’isteroscopia è previsto un breve periodo di osservazione.
In caso di procedura operativa in day hospital, l’osservazione può durare alcune ore.
Se l’esame è stato eseguito con ricovero, la degenza è generalmente di 1-2 giorni.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo l’isteroscopia diagnostica si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana.
Dopo un’isteroscopia operativa è consigliata una breve convalescenza domiciliare e l’astensione dai rapporti sessuali per 2-3 giorni.
- > Isterosalpingografia
- Di che cosa si tratta?
L’isterosalpingografia (ISG), conosciuta anche come uterosalpingografia, è una scansione radiografica dell’utero e delle tube di Falloppio.
L’esame utilizza uno speciale tipo di radiografia chiamata fluoroscopia e un mezzo di contrasto, che permette di visualizzare la cavità uterina e la pervietà delle tube.
È un esame che possono fare tutti?
L’esame non deve essere eseguito durante il ciclo mestruale.
Va effettuato dopo almeno due giorni dalla fine del ciclo e non oltre il settimo giorno.
È necessario portare con sé eventuali esami precedenti.
Dal primo giorno del ciclo mestruale fino all’esecuzione dell’ISG è richiesto di astenersi dai rapporti sessuali.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
È richiesta una profilassi antibiotica locale short term con Chemicetina (ovuli vaginali) 500 mg.
La posologia prevista è di un ovulo la sera, nei due giorni precedenti l’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può recare da soli, poiché non è necessaria alcuna assistenza né durante né dopo la procedura.
Al termine dell’indagine si può tornare a casa autonomamente e guidare senza limitazioni.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’isterosalpingografia è un esame invasivo che può causare dolore o disagio di entità variabile.
La percezione del fastidio dipende dalla sensibilità della paziente e dall’esperienza dell’operatore.
Il disagio è più frequente durante l’inserimento del catetere o l’iniezione del mezzo di contrasto.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’isterosalpingografia non è considerata un esame pericoloso.
Dopo l’esame possono comparire piccoli fastidi, come spotting o leggere perdite di sangue vaginali la sera stessa o nei 2-3 giorni successivi.
Queste perdite sono dovute a piccole lacerazioni della mucosa vaginale o uterina causate dall’introduzione del catetere e tendono a risolversi spontaneamente.
L’esame comporta rischi a lungo termine?
Gli effetti collaterali a lungo termine sono rari.
Possono comparire crampi addominali, simili ai dolori mestruali, generalmente lievi e transitori.
Quanto dura?
L’esame ha una durata complessiva di circa 20-30 minuti.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Al termine dell’esame è previsto un breve periodo di osservazione.
Successivamente si può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo l’esame si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana.
- > Laringoscopia
- Di che cosa si tratta?
La fibrorinolaringoscopia, più correttamente chiamata così, è un’indagine utilizzata per la valutazione degli organi di competenza dell’otorinolaringoiatra, cioè naso, bocca e gola.
Permette di osservare lo stato delle prime vie aeree e digestive (fosse nasali, rinofaringe, bocca, faringe e laringe), verificando se la mucosa è normale o presenta anomalie come infiammazioni, polipi o tumori.
Lo strumento viene inserito nel naso attraverso una narice e raggiunge il rinofaringe, la parte posteriore del naso, per poi proseguire verso la faringe e la laringe.
Esistono tre varianti di questa indagine:
La laringoscopia indiretta, che consiste nell’introduzione di uno specchietto sul fondo della bocca, attraverso cui il medico osserva l’organo riflesso, in modo simile a quanto avviene dal dentista.
La laringoscopia diretta, eseguita con un laringoscopio a fibre ottiche, un tubicino flessibile di 3-4 millimetri dotato di telecamera collegata a un computer. Viene introdotto attraverso la cavità nasale ed esplora tutti i distretti fino alla gola. È la modalità più diffusa perché consente una migliore visualizzazione della laringe e delle corde vocali e permette anche il prelievo di piccoli frammenti di tessuto (biopsia). Con fibroscopi particolari è possibile eseguire anche piccoli interventi chirurgici mini-invasivi.
La laringoscopia in sospensione, effettuata con uno strumento rigido inserito dalla bocca. È una metodica oggi poco utilizzata, riservata ai rari casi in cui la laringoscopia diretta flessibile non fornisce risultati adeguati.
È un esame che possono fare tutti?
La laringoscopia è un esame poco invasivo e non presenta controindicazioni. Può essere eseguita su pazienti di qualsiasi età, anche sui neonati, in regime ambulatoriale.
Deve tuttavia essere eseguita con particolare attenzione nei pazienti con gravi difficoltà respiratorie.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?
Non sono richieste preparazioni particolari.
È consigliabile non mangiare né bere nelle due-tre ore precedenti l’esame, poiché l’introduzione dello strumento potrebbe provocare nausea o vomito nelle persone più sensibili.
Se presente, la dentiera deve essere rimossa al momento dell’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Per la laringoscopia indiretta e per quella diretta con strumento flessibile non è necessario farsi accompagnare.
L’esame non influisce sulla capacità di guidare veicoli, anche quando viene utilizzato un anestetico locale.
La laringoscopia in sospensione, invece, richiede anestesia generale e ricovero ospedaliero.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esame non è doloroso, ma può risultare lievemente fastidioso.
Il paziente può avvertire un lieve fastidio durante il passaggio del fibroscopio e per qualche minuto dopo la sua rimozione.
In soggetti particolarmente sensibili può comparire nausea.
Dopo l’esame è possibile avvertire una temporanea sensazione di gonfiore alla bocca dovuta all’anestetico locale, che scompare in breve tempo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
La laringoscopia è un esame sicuro.
Il paziente respira normalmente durante la procedura e può parlare; anzi, il medico potrebbe chiedergli di farlo per valutare la funzionalità della laringe.
Esiste un rischio minimo di gonfiore delle vie aeree o, molto raramente, di difficoltà respiratorie temporanee, gestibili dal personale medico.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
La durata varia in base al tipo di laringoscopia e alla necessità di eseguire biopsie.
In genere l’esame dura dai 5 ai 30 minuti.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Al termine dell’esame il paziente può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana.
Se è stata eseguita una biopsia, è consigliabile evitare di mangiare per due-tre ore dopo l’esame o finché persiste fastidio alla deglutizione.
- > Mammografia
- Di che cosa si tratta?
La mammografia è una radiografia in cui il seno viene compresso tra due lastre per individuare la presenza di formazioni potenzialmente tumorali.
Viene eseguita quando alla palpazione della mammella si avverte la presenza di un nodulo oppure quando sono presenti altri segnali che richiedono un approfondimento diagnostico.
La mammografia è inoltre utilizzata come test di screening, con l’obiettivo di individuare la malattia in fase precoce, prima che si manifestino sintomi evidenti.
È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?
La mammografia non presenta particolari controindicazioni.
Nelle donne sotto i 40-45 anni di età, a causa della maggiore densità della ghiandola mammaria, può risultare meno efficace rispetto all’ecografia nell’individuare noduli sospetti.
Anche gli uomini possono sviluppare un carcinoma della mammella, ma data la rarità della condizione, questo esame non viene proposto come screening di massa nel sesso maschile.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Non è necessaria alcuna preparazione specifica prima dell’esame.
Alcuni studi suggeriscono che la mammografia possa risultare più efficace se eseguita nelle prime fasi del ciclo mestruale, subito dopo il suo inizio.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
La mammografia non prevede anestesia e non comporta effetti che richiedano l’assistenza di un’altra persona.
Si può quindi venire da soli e guidare normalmente dopo l’esame.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Alcune donne possono trovare fastidiosa o dolorosa la compressione della mammella tra le due piastre dell’apparecchiatura.
Il disagio, tuttavia, dura solo il breve tempo necessario per l’esecuzione dell’esame.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
Come tutte le indagini radiografiche, la mammografia espone a una minima quantità di raggi X.
Questa esposizione è considerata giustificata dalla necessità di individuare o escludere un tumore al seno in situazioni sospette o nell’ambito dei programmi di screening.
L’età e la periodicità dello screening mammografico sono stabilite in modo che i benefici della diagnosi precoce superino ampiamente i potenziali rischi legati alle radiazioni o alla sovradiagnosi.
Quanto dura?
L’esame ha una durata complessiva di circa 5-10 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
No, al termine dell’esame si può tornare subito a casa.
Posco riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana.
- > M.O.C.
- Di cosa si tratta? La M.O.C. (Mineralometria Ossea Computerizzata) permette di misurare la densità dell’osso ed esprime, sulla base di una elaborazione di dati eseguita in automatico dal computer collegato all’apparecchio, il grado di mineralizzazione dell’osso stesso, cioè lo stato di salute o di decalcificazione in relazione all’età e al sesso della persona. Quali sono i pro di questo esame? I risultati della M.O.C. sono più sicuri ed affidabili della semplice radiografia, che mostra alterazioni evidenti solo quando la perdita di minerali è notevole. L’osteoporosi, infatti, è una malattia in cui si verifica una perdita della massa dell’osso, che provoca, in conseguenza, un indebolimento della sua struttura e aumenta il rischio di frattura. Interessa circa quattro milioni di donne ed è stato calcolato che dopo i cinquanta anni una donna su due rischia di procurarsi fratture ossee proprio a causa dell’osteoporosi. Inoltre, è una malattia che all’inizio non mostra sintomi evidenti e, quando questi compaiono (per esempio, il mal di schiena), la situazione è già in parte compromessa. È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni? Ecco perché è importante sottoporsi ad esami come la M.O.C. per poter agire con le opportune cure e terapie il più presto possibile. Verso i quarantacinque anni di età è consigliabile eseguire un primo esame per verificare che l’osso abbia una corretta densità e questo esame servirà come parametro di confronto con le M.O.C. successive per valutare come si evolve la situazione dello scheletro. L’esame non presenta controindicazioni. Serve una preparazione? La MOC non necessita di alcuna preparazione specifica e dura pochissimo, circa tre minuti: il paziente viene fatto sdraiare su un lettino dove lo strumento di emissione dei raggi X, situato sotto il materassino, è accoppiato a un braccio mobile che contiene il rilevatore dei raggi e che scorre lungo il corpo.
- > Monitoraggio della Pressione Arteriosa Dinamico Continuo 24h
- Di che cosa si tratta?
Il monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 ore è un test diagnostico che consente di misurare la pressione sanguigna a intervalli regolari nell’arco di 24 ore, mentre il paziente svolge le normali attività quotidiane.
Fornisce informazioni su come le attività giornaliere, compreso il sonno, influenzano le variazioni della pressione arteriosa.
Questo accertamento permette di individuare fluttuazioni anomale che potrebbero non emergere durante una singola misurazione effettuata in ambulatorio o a domicilio.
L’esame viene effettuato mediante uno sfigmomanometro portatile che registra automaticamente i valori pressori.
Il dispositivo viene applicato e attivato presso una struttura sanitaria: il bracciale gonfiabile è collegato a un piccolo apparecchio elettronico che può essere agganciato agli abiti o portato al collo.
L’apparecchio esegue le misurazioni della pressione a intervalli regolari per tutta la durata delle 24 ore.
È un esame che possono fare tutti?
L’esame è indicato per diagnosticare l’ipertensione arteriosa, valutare la necessità di una terapia antipertensiva, controllare l’efficacia di un trattamento farmacologico già in atto e monitorare l’andamento della pressione durante il sonno.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Il monitoraggio pressorio delle 24 ore non richiede una preparazione specifica.
Sono però consigliate alcune accortezze igieniche: durante l’esame non è possibile fare la doccia o il bagno.
È inoltre preferibile indossare abiti comodi, che consentano di rivestirsi agevolmente dopo l’applicazione del bracciale gonfiabile.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può recare tranquillamente da soli, poiché non è necessaria alcuna assistenza né durante l’esecuzione né al termine.
Il paziente può guidare senza limitazioni.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, l’esame non è doloroso e non comporta particolari disagi.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No, non sono noti rischi a lungo termine.
Quanto dura?
Il monitoraggio ha una durata complessiva di 24 ore.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere immediatamente la normale vita di tutti i giorni.
- > Pap Test
- Di che cosa si tratta?
Il Pap test (test di Papanicolaou, dal cognome del medico che lo ha inventato) è un esame di screening, che si effettua anche in donne sane senza alcun segno di possibile malattia.
Lo scopo è individuare precocemente tumori del collo dell’utero o alterazioni che, col passare degli anni, potrebbero diventare tali.
Durante l’esame viene inserito in vagina un piccolo strumento chiamato speculum, che permette di visualizzare il collo dell’utero.
Successivamente viene prelevata una piccola quantità di secrezioni dal collo dell’utero tramite uno spazzolino, che viene poi strisciata su un vetrino e fissata con uno spray apposito per l’analisi in laboratorio.
È un esame che possono fare tutti?
Il Pap test dovrebbe essere eseguito con regolarità, ogni tre anni, da tutte le donne dopo l’inizio dell’attività sessuale o comunque a partire dai 25 anni di età.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Il Pap test non può essere effettuato durante il ciclo mestruale né nei giorni immediatamente successivi.
Non è richiesta una preparazione specifica, ma si consiglia di astenersi dai rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti il prelievo e di evitare lavande vaginali nelle 24–48 ore prima dell’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può recare tranquillamente da sole, poiché non è necessaria alcuna assistenza né durante l’esecuzione né al termine.
La guida dell’auto non è controindicata.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Il Pap test non è doloroso.
Eventuali lievi fastidi dipendono dalla sensibilità individuale e dalla delicatezza dell’operatore che esegue il prelievo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’esecuzione del Pap test non comporta alcun rischio.
In caso di allergia al lattice è opportuno informare l’operatore, che adotterà le opportune precauzioni.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
L’esecuzione del Pap test è molto rapida e dura generalmente pochi minuti, al massimo cinque.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere immediatamente la normale vita di tutti i giorni.
- > Polisonnografia
- Di che cosa si tratta? L’esame polisonnografico rappresenta un esame indolore e non invasivo che permette di registrare, durante il sonno, diversi ed importanti parametri clinici come flusso respiratorio nasale, russamento, frequenza e ritmo del battito cardiaco, livelli di ossigeno nel sangue, posizione assunta durante il sonno, movimenti respiratori dell’addome e del torace, movimento delle gambe e degli occhi, attività del sistema nervoso centrale e periferico. È un esame che possono fare tutti? L’esame è indicato per russamento abituale e persistente, pause respiratorie nel sonno (apnee notturne), risvegli frequenti con senso di soffocamento, sonnolenza diurna, BMI correlato a obesità, alterazioni cranio-facciali e anomalie oro-faringee (alterazioni anatomiche che determinano una riduzione del calibro delle prime vie aeree). Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame? No, l’esame non richiede alcuna particolare preparazione del paziente. Al fine di registrare i differenti parametri in sonno, il medico applica: alcuni sensori sul torace e sull’addome, il saturimetro da dito e una cannula nasale (un tubicino nel naso). È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa? All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine. L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio? L’esecuzione dell’esame non è assolutamente dolorosa. L’esame comporta dei rischi immediati? No. L’esame comporta dei rischi a lungo termine? No. Quanto dura? La durata è di una notte. Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto? Terminato l’esame, si può tornare subito a casa. Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > PSA
- Di che cosa si tratta?
Il dosaggio del PSA, cioè dell’antigene prostatico specifico, è un esame di laboratorio eseguito tramite un normale prelievo di sangue.
È un esame che possono fare tutti?
Il PSA viene prescritto esclusivamente agli uomini, poiché è un indicatore di possibili patologie della prostata, organo presente solo nel sesso maschile.
È indicato nei pazienti che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore alla prostata, per monitorare l’andamento della malattia, e in coloro che presentano disturbi che ne fanno sospettare la presenza.
L’utilizzo del PSA come test di screening in uomini senza sintomi è oggetto di discussione.
La maggior parte degli esperti concorda che non sia indicato oltre i 70 anni di età; sotto i 50 anni viene consigliato solo in presenza di familiarità per tumore prostatico.
È importante sapere che i valori di PSA aumentano fisiologicamente con l’età e in presenza di ipertrofia prostatica benigna, una condizione molto comune.
Inoltre, gli individui di origine africana tendono ad avere valori di PSA più elevati, mentre quelli di origine asiatica e i soggetti con obesità marcata presentano spesso valori più bassi.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per ridurre il rischio di risultati alterati, è importante non eseguire il prelievo in presenza di un’infezione delle vie urinarie in corso.
Si raccomanda di evitare attività fisica intensa e rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti l’esame, poiché entrambe le condizioni possono aumentare i livelli di PSA nel sangue.
Valori elevati possono essere influenzati anche da un’esplorazione rettale effettuata nell’ultima settimana o da una biopsia prostatica eseguita nelle ultime sei settimane.
Al contrario, alcuni farmaci o prodotti fitoterapici utilizzati per la prostata possono ridurre artificialmente i livelli di PSA; è quindi fondamentale informare il medico di eventuali terapie in corso.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Il dosaggio del PSA è un semplice esame del sangue, pertanto non è necessario essere accompagnati né vi sono limitazioni alla guida.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
Il disagio è limitato a quello tipico di qualsiasi prelievo di sangue venoso.
L’esame comporta dei rischi immediati?
No.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No, se non quelli eventualmente legati a ulteriori accertamenti o trattamenti che potrebbero essere intrapresi in caso di valori alterati, la cui utilità non è dimostrata in tutti i casi.
Quanto dura?
Il prelievo dura pochi secondi; il referto, nei laboratori più organizzati, è disponibile anche entro un giorno.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo il prelievo si può tornare immediatamente a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Una volta effettuato il prelievo, si può riprendere subito la normale vita quotidiana.
- > Radiografia del Torace
- Di che cosa si tratta?
La radiografia del torace è l’esame radiologico più comune e viene utilizzata di routine per individuare, tramite l’impiego di raggi X, patologie anche di natura tumorale che interessano i polmoni o le strutture del mediastino, la regione anatomica situata al centro del torace.
Nel linguaggio comune si parla spesso ancora di “lastra”, ma le tecniche attuali producono un’immagine digitale, visualizzata su computer e fornita al paziente in formato digitale, generalmente su CD o DVD.
È un esame che possono fare tutti?
Poiché la radiografia del torace utilizza raggi X, è controindicata in gravidanza, soprattutto nei primi mesi.
Per la stessa ragione è opportuno eseguirla solo quando realmente necessaria.
L’esame può invece essere effettuato anche da pazienti portatori di pacemaker, poiché non interferisce con il loro funzionamento.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?
La radiografia del torace non richiede alcuna preparazione specifica.
Poiché materiali metallici o radioopachi (come catenine, piercing, ferretti del reggiseno) possono alterare l’immagine radiografica, al paziente viene richiesto di rimuovere tutti gli oggetti presenti nella regione toracica.
L’esame viene quindi eseguito con il torace completamente scoperto o con un indumento molto leggero.
È utile portare eventuali radiografie del torace eseguite in precedenza, soprattutto se recenti, per consentire un confronto.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Non è necessario farsi accompagnare.
L’esame non influisce sulla capacità di guidare veicoli.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, la radiografia del torace non è dolorosa né fastidiosa.
L’esame comporta dei rischi immediati?
Non vi sono rischi immediati legati all’esecuzione dell’esame.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame comporta l’esposizione a raggi X, per cui è opportuno non abusarne.
L’esposizione alle radiazioni aumenta il rischio di tumori e leucemie in relazione alla dose, soprattutto nei bambini e nei giovani.
È quindi sempre necessario valutare il rapporto tra rischio e beneficio dell’indagine.
Va comunque sottolineato che la dose di radiazioni di una radiografia del torace è molto bassa rispetto a quella di altri esami radiologici.
Quanto dura?
L’esame dura pochi minuti e richiede l’immobilità del paziente solo per alcuni secondi.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Dopo l’esecuzione dell’esame, il paziente può essere invitato ad attendere qualche minuto mentre il radiologo verifica la qualità delle immagini.
Se non sono necessari ulteriori accertamenti, è possibile lasciare subito la struttura.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Non sono necessarie particolari accortezze né terapie dopo l’esame.
Si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana.
- > Rettoscopia
- Di che cosa si tratta?
La rettoscopia è un esame diagnostico che consente di esplorare l’ano e il retto alla ricerca di patologie di vario genere, come poliposi, fistole rettali, fistole anali e tumori che interessano questa regione dell’organismo.
È un esame che possono fare tutti?
La rettoscopia non presenta controindicazioni e non è associata a effetti collaterali.
La presenza di emorroidi non interferisce con l’esame né lo rende più doloroso.
L’unico possibile disagio è legato alla posizione che il paziente deve assumere, che può risultare poco confortevole o psicologicamente imbarazzante.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?
Per eseguire correttamente la rettoscopia è necessario che le pareti del retto siano ben pulite.
A questo scopo viene richiesto di effettuare un clistere con un litro di acqua tiepida o con una soluzione specifica reperibile in farmacia il giorno precedente l’esame.
La stessa procedura deve essere ripetuta poche ore prima dell’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può recare tranquillamente da soli, poiché non è necessaria alcuna assistenza né durante l’esecuzione né al termine.
Dopo l’esame è possibile tornare a casa autonomamente e guidare senza limitazioni.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, la rettoscopia è un esame non invasivo e non doloroso.
Sia il rettoscopio sia il videoproctoscopio digitale hanno un diametro ridotto e vengono accuratamente lubrificati prima dell’introduzione nel retto.
L’esame comporta dei rischi immediati?
La rettoscopia è una procedura sicura.
Le complicanze gravi sono molto rare e si verificano soprattutto in caso di manovre operative, come l’asportazione di polipi.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No, l’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
La durata dell’esame è di circa 15 minuti.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, dopo un breve periodo di osservazione, si può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Non è necessario adottare particolari accortezze né assumere terapie dopo l’indagine.
Si può riprendere immediatamente la normale vita quotidiana.
- > Risonanza Magnetica (RM)
- Di che cosa si tratta? La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici e onde radio, senza esporre il paziente a nessun tipo di radiazioni ionizzanti. Viene utilizzata per la diagnosi di una grande varietà di condizioni patologiche perché permette di visualizzare sia lo scheletro e le articolazioni, sia gli organi interni. In oncologia viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di tumore. Per eseguire l’esame al paziente viene chiesto solo di distendersi su un lettino che viene fatto scorrere dentro la macchina, e di restare fermo e rilassato per tutta la durata dell’esame. È un esame che possono fare tutti? Durante la gravidanza l’esame non è controindicato, anche se la prudenza consiglia di evitarlo nelle prime 12 settimane, se non è assolutamente indispensabile e urgente. Non possono poi sottoporsi a risonanza magnetica i portatori di pacemaker cardiaco o di neurostimolatori perché il campo magnetico o le onde prodotte dall’apparecchiatura potrebbero alterarne il funzionamento. L’esame è controindicato anche per chi, in seguito a importanti interventi chirurgici, ha nel corpo strutture metalliche di vario tipo, specialmente se in prossimità di organi vitali, per evitare che il campo magnetico prodotto dalla macchina possa provocare uno spostamento in altra sede. Tipicamente si tratta di protesi, chiodi e viti applicate in ortopedia, ma esistono anche altri dispositivi, in uso in altri rami della chirurgia, (per esempio in interventi di angioplastica su arterie e vene) realizzati con materiali che potrebbero rendere rischioso l’esame. Le protesi del cristallino impiantate per la cataratta o le valvole cardiache metalliche costituiscono un motivo di controindicazione all’esecuzione della risonanza magnetica. Recentemente sono stati messi a punto e introdotti nella pratica chirurgica nuovi materiali, molti dei quali a base di titanio, che non interferiscono con l’indagine, ma in ogni caso, è bene segnalare ogni tipo di operazione subita in passato. In caso di necessità il medico potrà contattare la struttura dove è stato eseguito l’intervento per accertarsi della compatibilità del materiale utilizzato oppure sottoporre il paziente a una radiografia preliminare per escludere la presenza di materiale metallico. Sempre per il rischio di avere nel corpo piccole schegge metalliche, anche senza esserne consapevoli è opportuno che chiunque abbia lavorato come tornitore, saldatore, carrozziere, addetto alla lavorazione di vernici metallizzate oppure abbia subito incidenti di caccia o sia stato vittima di un’esplosione informasse gli operatori. Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame? No, nei giorni precedenti l’esecuzione di una risonanza magnetica, qualunque sia la parte del corpo da esaminare – e indipendentemente dal fatto che si preveda l’iniezione di un mezzo di contrasto o meno – di solito si può mangiare normalmente, e assumere tutti i medicinali di cui si fa abitualmente uso. Non è richiesto alcun tipo di preparazione né occorre alcuna particolare precauzione. Il medico può però prevedere un trattamento preventivo per evitare reazioni rischiose nei soggetti allergici che devono sottoporsi all’esame con mezzo di contrasto o in altri casi specifici. Sempre e soltanto quando è previsto l’uso di un mezzo di contrasto, le donne che allattano dovrebbero raccogliere e conservare prima dell’esame il latte necessario per le 24 ore successive all’indagine, da somministrare con il biberon per evitare il rischio che la sostanza passi al piccolo. Il giorno dell’esame si consiglia infine di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che andrebbero in ogni caso tolti prima dell’esecuzione dell’indagine. Si consiglia di prestare molta attenzione anche ai punti metallici applicati in tintoria, che spesso restano attaccati alle etichette perché difficilmente visibili. Per evitare inconvenienti, comunque, il paziente viene di norma invitato a togliersi tutti i vestiti, ad esclusione della biancheria intima (purché priva di parti metalliche) e ad indossare un camice, fornito dal personale, e calzari monouso. Occorre togliere gioielli e piercing, fermagli per capelli e cinture, occhiali e orologio, ma anche eventuali lenti a contatto, apparecchi per l’udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti e parrucche. Non è consentito portare con sé cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine. In alcuni casi si richiede anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi: si può decidere di non truccarsi oppure di portare con sé il necessario per la pulizia del viso. È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa? All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine. Terminata l’indagine si può tornare a casa, anche guidando, senza nessun tipo di limitazione. L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio? L’esecuzione di una risonanza magnetica non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall’eventuale iniezione di mezzo di contrasto nella vena del braccio. Gli unici fastidi che si possono avvertire durante l’esecuzione dell’esame derivano dal forte rumore provocato dalla macchina e dal senso di claustrofobia che, soprattutto in passato, era provocato dal fatto di rimanere chiusi in un grande cilindro per una certa quantità di tempo. Per rimediare al rumore di solito vengono fornire al paziente cuffie o tappi per le orecchie, non è invece consentito l’utilizzo di cuffiette del lettore mp3, che non può essere tenuto acceso durante l’indagine. Il disagio provocato dalla chiusura nella macchina è oggi molto minore di un tempo, per la disponibilità di apparecchiature ventilate, più ampie e aperte. Nella maggior parte dei casi è sufficiente cercare di rilassarsi e pensare ad altro, ma è importante restare immobili e non parlare per non interferire con l’esecuzione dell’esame. Sarebbe opportuno che chi soffre di forme gravi di claustrofobia, epilessia o disturbi psichiatrici segnalasse il problema agli operatori: in casi di necessità è possibile ricorrere a una leggera sedazione, spesso utilizzata anche allo scopo di tenere fermi così a lungo i bambini. Nel corso dell’esame è normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo, che va segnalato agli operatori solo se diventa eccessivo. È possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina, stimolando le cellule nervose del paziente, provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli a livello di varie parti del corpo. Anche questi effetti non devono preoccupare, se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore, con cui si è sempre in contatto tramite un campanello di allarme e un interfono situato all’interno dell’apparecchiatura. A sua volta, chi esegue l’esame vede e ha sotto controllo in ogni istante il paziente e può quindi sempre intervenire in caso di necessità. Nella sede di tatuaggi, soprattutto se fatti molti anni fa, quando era più comune l’uso di pigmenti metallici, si possono creare irritazioni della pelle. L’esame comporta dei rischi immediati? Rispettando le cautele sopra descritte, l’unico possibile rischio nel corso della risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza usata come mezzo di contrasto, il gadolinio, che generalmente provoca questi episodi molto più raramente dei prodotti a base di iodio usati per gli esami radiografici. In ogni caso è bene avvertire il personale se in passato si sono verificate reazioni allergiche di questo tipo o se si è affetti da gravi disfunzioni renali. L’allergia si può manifestare con sintomi lievi, come prurito, nausea e vomito e, solo in casi eccezionali, scatenare reazioni più gravi che il personale è comunque pronto a fronteggiare. L’esame comporta dei rischi a lungo termine? Nonostante l’aggettivo ‘nucleare’, con cui veniva un tempo denominato questo esame, la risonanza magnetica non prevede l’uso di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti come quelle dei raggi X, ma sfrutta campi magnetici di alta intensità , simili a grosse calamite, e onde a radiofrequenza simili a quelle utilizzate per la radio e la televisione. Allo stato attuale delle conoscenze non c’è ragione di credere che possa provocare danni nemmeno a distanza di tempo. Le donne portatrici di mezzi contraccettivi intrauterini come la spirale dovrebbero però consultare il loro ginecologo per valutare l’opportunità di eseguire un’ecografia di controllo, per accertarsi che il dispositivo non si sia spostato sotto l’effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell’esame, col rischio che la sua efficacia si sia ridotta e che si vada incontro a una gravidanza indesiderata. Quanto dura? La durata di una risonanza magnetica dipende dall’estensione della parte del corpo da esaminare ma può essere anche di 40-45 minuti. Molti possono trovarsi in difficoltà a mantenersi immobili, come richiesto perché l’esame riesca bene, per tutto il tempo. Si può però chiedere a chi la esegue di sgranchirsi un po’ tra una sequenza e l’altra. Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto? A meno di indicazioni diverse da parte del personale che ha eseguito l’esame, non occorre un periodo di osservazione al termine dell’indagine: ci si può rivestire subito e tornare a casa. Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Con l’unica eccezione delle donne che allattano, se sottoposte a un esame con mezzo di contrasto, tutti gli altri possono riprendere da subito la loro vita normale, senza nessuna limitazione di alcun genere.
- > Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto (RM con MDC)
- Di che cosa si tratta?
Il mezzo di contrasto utilizzato nella risonanza magnetica è un liquido che viene somministrato al paziente tramite una vena del braccio o della mano.
L’elemento fondamentale su cui si basa il mezzo di contrasto per la risonanza magnetica è il Gadolinio.
Questo elemento, legato a particolari molecole, consente di aumentare l’intensità del segnale di alcuni tessuti dopo la sua infusione, migliorando la qualità delle immagini e la capacità diagnostica dell’esame.
È un esame che possono fare tutti?
La risonanza magnetica con mezzo di contrasto è sicura per la maggior parte delle persone.
È controindicata nei pazienti con insufficienza renale grave, insufficienza epatica grave e in gravidanza.
Non possono sottoporsi a risonanza magnetica i portatori di pacemaker cardiaco o neurostimolatori, poiché il campo magnetico e le onde generate dall’apparecchiatura potrebbero alterarne il funzionamento.
L’esame è inoltre controindicato nei pazienti che, a seguito di interventi chirurgici importanti, presentano strutture metalliche nel corpo, soprattutto se in prossimità di organi vitali, poiché il campo magnetico potrebbe provocarne lo spostamento.
Si tratta in genere di protesi, chiodi e viti ortopediche, ma anche di altri dispositivi utilizzati in chirurgia vascolare, come quelli impiegati in angioplastiche.
Le protesi del cristallino per cataratta e le valvole cardiache metalliche rappresentano una controindicazione all’esecuzione della risonanza magnetica.
Esistono tuttavia materiali più recenti, spesso a base di titanio, che non interferiscono con l’esame; è comunque fondamentale segnalare sempre ogni intervento chirurgico subito in passato.
Se necessario, il medico potrà verificare la compatibilità del materiale o richiedere una radiografia preliminare.
È inoltre importante informare gli operatori se si è svolto un lavoro a rischio di esposizione a schegge metalliche (tornitori, saldatori, carrozzieri, addetti a vernici metallizzate) o se si sono subiti incidenti da caccia o esplosioni.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Il paziente deve presentarsi il giorno dell’esame a digiuno da almeno 6 ore.
È inoltre necessario portare un dosaggio recente della creatininemia ed eventualmente il valore del filtrato glomerulare, eseguiti entro i 30 giorni precedenti l’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può recare tranquillamente da soli, poiché non è necessaria alcuna assistenza né durante l’esecuzione né al termine.
È possibile guidare subito dopo l’esame, salvo diversa indicazione medica.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
La risonanza magnetica non è dolorosa, ad eccezione della lieve puntura necessaria per l’iniezione del mezzo di contrasto.
I principali fastidi possono derivare dal rumore prodotto dalla macchina e da un possibile senso di claustrofobia.
Per ridurre il rumore vengono forniti tappi o cuffie protettive.
Le apparecchiature moderne sono più ampie, ventilate e aperte, riducendo notevolmente il disagio.
È importante restare immobili e non parlare durante l’esame per non comprometterne la qualità.
In caso di claustrofobia grave, epilessia o disturbi psichiatrici è opportuno avvisare il personale: può essere praticata una leggera sedazione.
Durante l’esame è normale avvertire una sensazione di calore in alcune parti del corpo o lievi contrazioni muscolari involontarie; tali sensazioni non sono pericolose e vanno segnalate solo se diventano fastidiose.
In presenza di tatuaggi, soprattutto datati, possono verificarsi lievi irritazioni cutanee.
L’esame comporta dei rischi immediati?
La risonanza magnetica con - > Risonanza Magnetica Bacino (RM Bacino)
- Che cos’è la risonanza magnetica nucleare?
La risonanza magnetica nucleare (RMN) è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e di onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio di essere non invasiva e di non utilizzare radiazioni ionizzanti.
Consente inoltre di ottenere immagini dettagliate e tridimensionali delle strutture anatomiche.
A che cosa serve la risonanza magnetica al bacino?
La risonanza magnetica della pelvi è un esame che consente di studiare gli organi e le strutture contenute nella pelvi (bacino) mediante la metodica della risonanza magnetica.
Per effettuare la risonanza magnetica della pelvi o della piccola pelvi (parte inferiore del bacino), il paziente viene posizionato supino sul lettino della risonanza magnetica.
Sulla regione pelvica vengono adagiate apposite bobine che servono per la ricezione del segnale.
Salvo casi specifici, la risonanza magnetica pelvica richiede la somministrazione di mezzo di contrasto.
A cosa serve la risonanza magnetica al bacino?
La risonanza magnetica della pelvi viene utilizzata per integrare le informazioni ottenute con altri esami, come la TAC, sugli organi contenuti nel bacino: vescica, prostata, utero e ovaie.
È particolarmente indicata per lo studio della piccola pelvi e per la diagnosi differenziale, cioè per definire con maggiore precisione una patologia.
È molto utilizzata nello studio oncologico degli organi pelvici, ad esempio per la valutazione di tumori dell’utero, delle ovaie, della prostata o di altre strutture pelviche.
Quanto dura la risonanza magnetica al bacino?
La durata dell’esame varia in base all’organo da studiare e alla patologia sospettata.
In genere la risonanza magnetica del bacino dura tra i 30 e i 40 minuti.
Considerata la durata dell’esame, è fondamentale la collaborazione del paziente, che deve rimanere fermo e rilassato, per evitare di prolungare ulteriormente i tempi e garantire una buona qualità delle immagini.
- 1 Risonanza Magnetica Caviglia (RM Caviglia)
- Che cos’è la risonanza magnetica nucleare?
La risonanza magnetica nucleare (RMN) è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e di onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio di essere non invasiva e di non utilizzare radiazioni ionizzanti.
Consente inoltre di ottenere immagini tridimensionali molto dettagliate delle strutture anatomiche.
A che cosa serve la risonanza magnetica alla caviglia?
La risonanza magnetica della caviglia è un esame di risonanza magnetica muscolo-scheletrica che serve principalmente a studiare le parti molli che costituiscono l’articolazione della caviglia.
È particolarmente utile per la valutazione di tendini, legamenti, cartilagini, muscoli e strutture articolari.
Sono previste norme di preparazione?
Non sono previste particolari preparazioni per sottoporsi alla risonanza magnetica alla caviglia.
In alcuni casi specifici o nei pazienti allergici, possono essere predisposti trattamenti preventivi qualora l’esame debba essere eseguito con mezzo di contrasto.
Chi può effettuare la risonanza magnetica alla caviglia?
Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica, come elettrodi e neurostimolatori, né i portatori di protesi la cui compatibilità con i campi magnetici non sia accertata.
In caso di dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi), il paziente deve informare il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi per verificarne l’effettiva presenza.
L’esame è sconsigliato nel primo bimestre di gravidanza.
La risonanza magnetica alla caviglia è pericolosa o dolorosa?
L’esame non è né doloroso né pericoloso.
L’unico possibile fastidio può essere causato dal rumore del macchinario durante il suo funzionamento.
Come funziona la risonanza magnetica alla caviglia?
Il paziente si sdraia sull’apposito lettino del macchinario che, in questo caso, è totalmente aperto e antipanico.
La caviglia da esaminare viene avvolta da una speciale bobina, che ha il compito di captare il segnale necessario alla formazione delle immagini diagnostiche.
- > Risonanza Magnetica Colonna Cervicale (RM Colonna Cervicale)
- Che cos’è la risonanza magnetica della colonna cervicale?
La risonanza magnetica nucleare è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e di onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio di essere non invasiva e di non utilizzare radiazioni ionizzanti.
Consente inoltre di ottenere immagini tridimensionali molto dettagliate delle strutture anatomiche.
La risonanza magnetica della colonna cervicale è utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto cervicale della colonna vertebrale.
Chi può effettuare la risonanza magnetica della colonna cervicale?
Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica, come elettrodi e neurostimolatori, né i portatori di protesi la cui compatibilità con i campi magnetici non sia accertata.
Nel caso esistano dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi), il paziente dovrà informare il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi per verificarne l’effettiva presenza.
L’esame è sconsigliato nel primo bimestre di gravidanza.
La risonanza magnetica della colonna cervicale è pericolosa o dolorosa?
L’esame non è né doloroso né pericoloso.
L’unico possibile fastidio può essere causato dal rumore del macchinario durante il suo funzionamento.
Come si svolge l’esame?
Il paziente entra nel tubo dell’apposito macchinario sdraiato su un lettino.
L’esame può richiedere la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto paramagnetico, in base al quesito diagnostico.
La risonanza magnetica utilizza un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radiotelevisive.
Per la buona riuscita dell’esame è fondamentale che il paziente rimanga immobile per tutta la durata della procedura.
- > Risonanza Magnetica Colonna Dorsale (RM Colonna Dorsale)
- Che cos’è la risonanza magnetica della colonna dorsale?
La risonanza magnetica nucleare è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e di onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio della non invasività e del non impiego di radiazioni ionizzanti, consentendo di ottenere immagini tridimensionali ad alta definizione.
La risonanza magnetica della colonna dorsale è utile per visualizzare eventuali lesioni traumatiche dei corpi vertebrali, come ad esempio fratture.
Viene inoltre utilizzata per studiare lesioni a carico del midollo spinale e per la ricerca di metastasi.
Chi può effettuare la risonanza magnetica della colonna dorsale?
Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica, come elettrodi e neurostimolatori, né i portatori di protesi di non accertabile compatibilità con i campi magnetici.
Nel caso vi siano dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi), il paziente dovrà informare il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi per verificarne l’effettiva presenza.
L’esame è sconsigliato nel primo bimestre di gravidanza.
La risonanza magnetica della colonna dorsale è dolorosa o pericolosa?
L’esame non è né doloroso né pericoloso.
L’unico possibile fastidio può essere causato dal rumore del macchinario durante il suo funzionamento.
Come si svolge l’esame?
Il paziente entra nel tubo dell’apposito macchinario sdraiato su un lettino.
L’esame può richiedere la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto paramagnetico, in base al quesito diagnostico.
La risonanza magnetica utilizza un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radiotelevisive.
Per la buona riuscita dell’esame è fondamentale che il paziente rimanga immobile per tutta la durata della procedura.
- > Risonanza Magnetica Cuore con Mezzo di Contrasto (RM Cuore con MDC)
- Di che cosa si tratta? La risonanza magnetica cardiaca permette di studiare in modo approfondito il cuore e dare una risposta precisa circa la sua funzionalità (sia per quanto riguarda il ventricolo sinistro che destro) e la presenza di alterazioni della struttura del muscolo cardiaco o del pericardio. È un esame che possono fare tutti? La risonanza magnetica cardiaca viene solitamente richiesta per valutare malformazioni e masse cardiache, per studiare alcune forme di aritmie e diverse cardiomiopatie (sia primitive, sia secondarie), per valutare la fibrosi cardiaca dopo un infarto del miocardio, per diagnosticare malattie del pericardio e dell’aorta, in misura minore, per lo studio dell’apparato valvolare cardiaco. Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame? Il paziente deve presentarsi il giorno dell’esame a digiuno da almeno 6 ore e con il risultato recente del dosaggio della CREATININEMIA e possibilmente con il calcolo del filtrato glomerulare (massimo 30 giorni precedenti la data di esecuzione dell’esame). È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa? All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine. Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno. L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio? L’esecuzione di una risonanza magnetica non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall’eventuale iniezione di mezzo di contrasto nella vena del braccio. Gli unici fastidi che si possono avvertire durante l’esecuzione dell’esame derivano dal forte rumore provocato dalla macchina e dal senso di claustrofobia che, soprattutto in passato, era provocato dal fatto di rimanere chiusi in un grande cilindro per una certa quantità di tempo. Per rimediare al rumore di solito vengono fornire al paziente cuffie o tappi per le orecchie, non è invece consentito l’utilizzo di cuffiette del lettore mp3, che non può essere tenuto acceso durante l’indagine. Il disagio provocato dalla chiusura nella macchina è oggi molto minore di un tempo, per la disponibilità di apparecchiature ventilate, più ampie e aperte. Nella maggior parte dei casi è sufficiente cercare di rilassarsi e pensare ad altro, ma è importante restare immobili e non parlare per non interferire con l’esecuzione dell’esame. Sarebbe opportuno che chi soffre di forme gravi di claustrofobia, epilessia o disturbi psichiatrici segnalasse il problema agli operatori: in casi di necessità è possibile ricorrere a una leggera sedazione, spesso utilizzata anche allo scopo di tenere fermi così a lungo i bambini. Nel corso dell’esame è normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo, che va segnalato agli operatori solo se diventa eccessivo. È possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina, stimolando le cellule nervose del paziente, provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli a livello di varie parti del corpo. Anche questi effetti non devono preoccupare, se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore, con cui si è sempre in contatto tramite un campanello di allarme e un interfono situato all’interno dell’apparecchiatura. A sua volta, chi esegue l’esame vede e ha sotto controllo in ogni istante il paziente e può quindi sempre intervenire in caso di necessità. Nella sede di tatuaggi, soprattutto se fatti molti anni fa, quando era più comune l’uso di pigmenti metallici, si possono creare irritazioni della pelle. L’esame comporta dei rischi immediati? La risonanza magnetica con contrasto è una procedura diagnostica sicura per la maggior parte delle persone. È molto raro, infatti, che abbia effetti avversi sulla salute dei pazienti. Tra gli effetti avversi lievi – che sono, fortunatamente, i più comuni – si registrano principalmente: mal di testa, nausea e/o vertigini. Dal carattere transitorio, tali manifestazioni compaiono, in genere, subito dopo l’iniezione del mezzo di contrasto. L’esame comporta dei rischi a lungo termine? L’esame non comporta rischi a lungo termine. Quanto dura? Per la sua esecuzione e interpretazione è necessaria la presenza di un tecnico radiologo, un medico radiologo e un cardiologo, con competenze specifiche. L’esame dura circa 45-60 minuti. Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto? Terminato l’esame, dopo un breve periodo di osservazione, si può tornare subito a casa. Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Risonanza Magnetica Encefalo (RM Encefalo)
- Che cos’è la risonanza magnetica nucleare?
La risonanza magnetica nucleare (RMN) è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e di onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio della non invasività e del non impiego di radiazioni ionizzanti, consentendo di ottenere immagini tridimensionali ad alta definizione.
A che cosa serve la risonanza magnetica dell’encefalo?
La risonanza magnetica dell’encefalo viene utilizzata per evidenziare diversi disturbi che coinvolgono il cervello.
Può essere indicata in caso di cefalee, deficit neurologici a insorgenza improvvisa, demenze, tumori primitivi o metastasi, patologie demielinizzanti come la sclerosi multipla, oppure patologie infettive come encefalite o meningite.
Consente inoltre di studiare malformazioni vascolari quali aneurismi o malformazioni artero-venose (MAV).
Sono previste norme di preparazione?
Non sono previste particolari preparazioni per sottoporsi alla risonanza magnetica dell’encefalo.
In casi specifici possono essere predisposti trattamenti preventivi per evitare reazioni nei soggetti allergici che devono effettuare l’esame con mezzo di contrasto paramagnetico.
Chi può effettuare la risonanza magnetica dell’encefalo?
Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica, come elettrodi e neurostimolatori, né i portatori di protesi di non accertabile compatibilità con i campi magnetici.
Nel caso vi siano dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi), il paziente dovrà informare il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi per verificarne l’effettiva presenza.
L’esame è sconsigliato nel primo bimestre di gravidanza.
La risonanza magnetica dell’encefalo è pericolosa o dolorosa?
L’esame non è né doloroso né pericoloso.
L’unico possibile fastidio può essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante il suo funzionamento.
Come funziona la risonanza magnetica dell’encefalo?
Il paziente entra nel tubo dell’apposito macchinario sdraiato su un lettino.
L’esame, che può richiedere la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto paramagnetico, viene eseguito senza l’impiego di raggi X.
Utilizza un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radiotelevisive.
Per la buona riuscita dell’esame è fondamentale che il paziente rimanga immobile per tutta la durata della procedura.
- > Risonanza Magnetica Ginocchio (RM Ginocchio)
- Che cos’è la risonanza magnetica nucleare? La risonanza magnetica nucleare (Rmn) è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di uncampo magnetico di elevata intensità e onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare. Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio della non invasività e il non impiego di radiazioni ionizzanti e consente di ottenere immagini in tre dimensioni. A che cosa serve la risonanza magnetica alla spalla e al braccio? La risonanza magnetica è considerata una metodica di diagnostica completa nella valutazione delle varie patologie del braccio e dell’articolazione della spalla perché è in grado di individuare lesioni a carico di tendini e muscoli o delle strutture scheletriche e fibrocartilaginee. Viene impiegata per individuare malformazioni, processi morbosi di natura vascolare, tumorale, traumatica odegenerativa. Sono previste norme di preparazione? Non sono previste particolari preparazioni per sottoporsi alla risonanza magnetica alla spalla e al braccio. Possono essere predisposti trattamenti preventivi per evitare reazioni nei soggetti allergici che devono sottoporsi all’esame con mezzo di contrasto o in altri casi specifici. Chi può effettuare la risonanza magnetica alla spalla e al braccio? Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica – come elettrodi e neurostimolatori – e i portatori di protesi di non accertabile compatibilità con i campi magnetici. Nel caso esistano dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi) il paziente dovrà informarne il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi che consentano di verificarne l’effettiva presenza. È sconsigliato nel primo bimestre di gravidanza. La risonanza magnetica alla spalla e al braccio è pericolosa o dolorosa? L’esame non risulta né doloroso, né pericoloso. L’unico fastidio può essere causato dal rumore del macchinario in funzione. Come funzionala la risonanza magnetica alla spalla e al braccio? Il paziente entra nel tubo dell’apposito macchinario sdraiato su un lettino. L’esame – che può richiedere la somministrazione in vena di un mezzo di contrasto paramagnetico – viene effettuato senza l’impiego di raggi x e utilizza un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radiotelevisive. Per la buona riuscita della risonanza magnetica è fondamentale che il paziente rimanga immobile.
- > Risonanza Magnetica Lombo-Sacrale (RM Colonna Lombo-Sacrale)
- Che cos’è la risonanza magnetica della colonna lombo-sacrale?
La risonanza magnetica nucleare (RMN) è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e di onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio della non invasività e del non impiego di radiazioni ionizzanti, consentendo di ottenere immagini tridimensionali ad alta definizione.
La risonanza magnetica della colonna lombo-sacrale è utilizzata per studiare in modo approfondito i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale. È particolarmente indicata per la valutazione di ernie discali, protrusioni, stenosi del canale vertebrale, infiammazioni, traumi e patologie degenerative o neurologiche.
Chi può sottoporsi all’esame?
Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica, come elettrodi e neurostimolatori, né i portatori di protesi di non accertabile compatibilità con i campi magnetici.
In caso di dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi), il paziente dovrà informare il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi per verificarne l’effettiva presenza.
L’esame è sconsigliato nel primo bimestre di gravidanza.
L’esame è doloroso o pericoloso?
L’esame non è né doloroso né pericoloso.
L’unico fastidio eventualmente avvertito è legato al rumore prodotto dal macchinario durante il suo funzionamento.
Come si svolge la risonanza magnetica della colonna lombo-sacrale?
Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno del tubo dell’apparecchiatura.
L’esame, che in alcuni casi può richiedere la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto paramagnetico, utilizza un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radiotelevisive.
Per la corretta riuscita dell’indagine è fondamentale che il paziente rimanga immobile per tutta la durata dell’esame.
- > Risonanza Magnetica Semi-Aperta 1.5T
- Che cos’è la risonanza magnetica aperta?
La risonanza magnetica (nome completo “risonanza magnetica nucleare”, o RMN) è una tecnica radiologica basata sull’utilizzo di un campo magnetico applicato al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto alle risonanze magnetiche “chiuse”, a tunnel, la risonanza magnetica aperta riduce la paura e l’ansia del paziente e consente, se necessario, l’assistenza diretta da parte di un accompagnatore.
L’esame risulta quindi più semplice da eseguire su particolari categorie di pazienti, come bambini, anziani, persone in sovrappeso e soggetti che soffrono di claustrofobia.
A cosa serve la risonanza magnetica aperta?
La risonanza magnetica viene impiegata per lo studio del cranio, della colonna vertebrale, del midollo spinale, dell’apparato muscolo-scheletrico e degli organi interni.
Sono previste norme di preparazione?
È preferibile che al momento dell’esame il paziente sia a digiuno di cibi solidi, tuttavia le indicazioni possono variare in base al tipo di esame richiesto.
Chi può effettuare l’esame?
Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica, come elettrodi e neurostimolatori, né i portatori di protesi ferromagnetiche o di non accertabile compatibilità con i campi magnetici.
Nel caso esistano dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi), il paziente dovrà informare il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi per verificarne l’effettiva presenza.
La risonanza magnetica aperta è dolorosa o pericolosa?
L’esame non è doloroso né pericoloso.
Rispetto ad altre metodiche di visualizzazione, la risonanza magnetica presenta numerosi vantaggi: possibilità di ottenere immagini in sezioni con vario orientamento (sagittale, trasversale, ecc.), invasività quasi nulla e assenza di radiazioni ionizzanti.
Come funziona?
La risonanza magnetica viene effettuata senza l’impiego di raggi X.
Vengono utilizzati un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radio-televisive.
In alcuni casi l’esame può richiedere la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto a base di gadolinio.
- > Risonanza Magnetica Spalla o Braccio (RM Spalla o Braccio)
- Che cos’è la risonanza magnetica nucleare?
La risonanza magnetica nucleare (RMN) è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare.
Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio della non invasività, del non impiego di radiazioni ionizzanti e consente di ottenere immagini in tre dimensioni.
A che cosa serve la risonanza magnetica alla spalla e al braccio?
La risonanza magnetica è considerata una metodica di diagnostica completa nella valutazione delle patologie del braccio e dell’articolazione della spalla, poiché è in grado di individuare lesioni a carico di tendini, muscoli, strutture scheletriche e fibrocartilaginee.
Viene impiegata per individuare malformazioni e processi patologici di natura vascolare, tumorale, traumatica o degenerativa.
Sono previste norme di preparazione?
Non sono previste particolari preparazioni per sottoporsi alla risonanza magnetica alla spalla e al braccio.
Possono essere predisposti trattamenti preventivi per evitare reazioni nei soggetti allergici che devono sottoporsi all’esame con mezzo di contrasto o in altri casi specifici.
Chi può effettuare la risonanza magnetica alla spalla e al braccio?
Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica, come elettrodi e neurostimolatori, né i portatori di protesi di non accertabile compatibilità con i campi magnetici.
Nel caso esistano dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi), il paziente dovrà informare il personale medico e paramedico, che potrà disporre l’esecuzione preliminare di radiogrammi per verificarne l’effettiva presenza.
È sconsigliato nel primo bimestre di gravidanza.
La risonanza magnetica alla spalla e al braccio è pericolosa o dolorosa?
L’esame non risulta né doloroso né pericoloso.
L’unico possibile fastidio può essere causato dal rumore del macchinario in funzione.
Come funziona la risonanza magnetica alla spalla e al braccio?
Il paziente entra nel tubo dell’apposito macchinario sdraiato su un lettino.
L’esame, che può richiedere la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto paramagnetico, viene effettuato senza l’impiego di raggi X e utilizza un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radiotelevisive.
Per la buona riuscita della risonanza magnetica è fondamentale che il paziente rimanga immobile.
- > TC (o T.A.C.)
- Di che cosa si tratta?
La tomografia computerizzata (TC) è una tecnica di diagnostica per immagini che consente di esaminare diverse parti del corpo per la diagnosi di tumori e di numerose altre patologie.
È un esame radiologico in cui i dati raccolti dal passaggio di fasci di raggi X nell’area interessata vengono rielaborati da un computer per ricostruire immagini tridimensionali dei diversi tipi di tessuto.
In passato l’esame veniva eseguito con sezioni parallele “a fette”, da cui il termine TAC (tomografia assiale computerizzata). Con le apparecchiature multistrato moderne, le immagini sono acquisite con tecnica spirale, permettendo una ricostruzione tridimensionale più accurata.
La TC può essere utilizzata per studiare qualsiasi parte del corpo. Spesso, per una migliore visualizzazione di organi e vasi sanguigni, viene utilizzato un mezzo di contrasto a base di iodio, somministrato per via endovenosa. In casi specifici, il contrasto può essere somministrato anche per via orale, rettale o intra-articolare.
È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?
Poiché utilizza raggi X, la TC è controindicata in gravidanza, soprattutto se l’area da esaminare è l’addome.
Nei soggetti giovani o in tutti i casi in cui è opportuno evitare l’esposizione a radiazioni ionizzanti, si preferisce la risonanza magnetica (RM).
L’esame con mezzo di contrasto è controindicato nei soggetti allergici allo iodio. Inoltre, può risultare problematico in presenza di diabete, insufficienza renale o epatica e mieloma. Per questo motivo, prima dell’esame con contrasto, vengono richiesti esami del sangue per valutare la funzione renale (creatinina).
L’indagine non deve essere eseguita nei giorni successivi a esami con bario, poiché le immagini potrebbero risultare alterate.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Se l’esame non prevede l’uso del mezzo di contrasto, non è necessaria alcuna preparazione.
In caso di utilizzo del mezzo di contrasto endovenoso, è richiesto il digiuno da almeno 4 ore.
È necessario rimuovere vestiti e oggetti metallici che potrebbero interferire con l’acquisizione delle immagini.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
Non è necessario farsi accompagnare. L’esame non influisce sulla capacità di guidare veicoli.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esame non è doloroso. L’unico fastidio possibile è legato all’iniezione del mezzo di contrasto.
Alcuni pazienti possono avvertire una sensazione di calore diffuso, bisogno di urinare, gusto metallico in bocca o lieve nausea, che scompaiono in pochi minuti.
Le moderne apparecchiature sono aperte e riducono il rischio di claustrofobia. In caso di necessità, può essere somministrato un sedativo.
L’esame comporta dei rischi immediati?
I rischi immediati sono legati esclusivamente al mezzo di contrasto. Le reazioni più comuni, e rare, sono lievi reazioni allergiche come prurito o arrossamenti cutanei, che regrediscono spontaneamente.
Reazioni allergiche più gravi sono molto rare e gestibili immediatamente dal personale medico.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’utilizzo di raggi X comporta un’esposizione a radiazioni ionizzanti, che può aumentare il rischio di tumori in relazione alla dose, soprattutto nei bambini e nei giovani. Per questo motivo l’esame viene eseguito solo quando il beneficio diagnostico è superiore al rischio.
Quanto dura?
La durata varia in base alla zona esaminata e al quesito diagnostico, ma in genere oscilla tra 3 e 20 minuti.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Di norma non è necessaria osservazione. Dopo un esame con mezzo di contrasto può essere consigliato attendere qualche minuto per precauzione.
In alcuni pazienti con problemi renali può essere somministrata soluzione fisiologica per favorire l’eliminazione del contrasto.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo l’esame si può riprendere subito la normale vita quotidiana.
È consigliato bere abbondantemente nelle ore successive per facilitare l’eliminazione del mezzo di contrasto.
- > TC Coronarica
- Di che cosa si tratta?
La TC coronarica è una tomografia computerizzata con mezzo di contrasto che consente di visualizzare l’anatomia delle arterie coronarie e di evidenziare eventuali stenosi.
È un esame particolare in quanto l’acquisizione delle immagini avviene in maniera sincronizzata al tracciato elettrocardiografico. Questo permette di acquisire i dati utili alla visualizzazione delle coronarie nella fase del ciclo cardiaco in cui il cuore è più fermo.
L’acquisizione delle immagini ha una durata variabile a seconda della frequenza cardiaca del paziente e dell’apparecchiatura utilizzata, di circa 10 secondi; vengono acquisite immagini del cuore per circa 10 battiti cardiaci.
Non è possibile eseguire la TC coronarica in pazienti con ritmo cardiaco instabile (presenza di battiti ectopici) o con frequenza cardiaca elevata (idealmente superiore a 65 battiti per minuto), poiché i movimenti del cuore non costanti determinano la presenza di artefatti di immagine.
A cosa serve la TC coronarica?
Lo scopo principale dell’esame è escludere la presenza di una malattia coronarica significativa ed evitare così l’esecuzione di una coronarografia, che è un esame invasivo.
Nel caso in cui il sospetto clinico di malattia coronarica sia elevato, è invece opportuno eseguire direttamente la coronarografia, poiché consente non solo di visualizzare ma anche di trattare le stenosi critiche mediante angioplastica ed eventuale posizionamento di stent.
A chi è indicata?
La TC coronarica è indicata principalmente in pazienti con discrepanza tra sintomi clinici e risultati dei test da sforzo (ad esempio test positivo all’ECG da sforzo in assenza di sintomi).
È inoltre indicata in pazienti sottoposti a più test provocativi (ECG da sforzo, ecostress, scintigrafia miocardica) con risultati contrastanti.
Può essere utile anche in altre categorie di pazienti, come soggetti con by-pass aorto-coronarico o con cardiomiopatia dilatativa di nuova diagnosi.
Quante radiazioni comporta la TC coronarica?
Grazie alle apparecchiature di ultima generazione, la dose di radiazioni è stata notevolmente ridotta.
In condizioni ideali è possibile eseguire l’esame con una dose di 1–2 mSv, paragonabile alla dose annua di radiazione naturale.
La dose effettiva varia in base al quesito diagnostico, alla corporatura del paziente e soprattutto alla frequenza e alla stabilità del ritmo cardiaco.
In un paziente di corporatura media, con frequenza cardiaca di circa 65 battiti al minuto e ritmo stabile, la dose media è stimabile intorno ai 7 mSv.
- > Uro-TC
- Di che cosa si tratta?
La Uro-TC è un esame diagnostico che permette di visualizzare le vie urinarie del paziente eseguendo una TAC all’addome con mezzo di contrasto iodato, unendo i vantaggi di questa tecnica a quelli dell’urografia.
È un esame che possono fare tutti?
La Uro-TC è un esame utile per osservare l’intero sistema urinario (reni, vie escretorie, vescica, prostata).
Si tratta dell’esame di riferimento per esplorare il tratto urinario, specialmente in caso di malattie renali.
Sostituisce sempre più frequentemente l’urografia endovenosa.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
Per effettuare l’Uro-TC è necessario che il paziente si presenti a digiuno da almeno 8 ore dall’esame.
Il paziente dovrà portare con sé gli esiti delle analisi del sangue (tra cui la creatinina) e gli esami radiologici eseguiti in precedenza, oltre alla richiesta medica in cui sono specificate le indicazioni dell’esame.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esecuzione dell’Uro-TC non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall’eventuale iniezione del mezzo di contrasto nella vena del braccio.
L’esame comporta dei rischi immediati?
I rischi della Uro-TC sono connessi all’esposizione a radiazioni ionizzanti e all’uso del mezzo di contrasto, che in alcuni individui può provocare reazioni allergiche.
L’esame è controindicato in gravidanza.
La Uro-TC consente comunque di ottenere immagini dell’apparato urinario di elevata qualità diagnostica.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
L’esame non comporta rischi a lungo termine.
Quanto dura?
La durata complessiva dell’esame è di circa 10–15 minuti.
È richiesta la massima immobilità da parte del paziente, poiché i movimenti possono compromettere la qualità delle immagini e l’accuratezza diagnostica.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
A meno di indicazioni diverse da parte del personale sanitario, non è necessario alcun periodo di osservazione.
Terminato l’esame, ci si può rivestire subito e tornare a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.
- > Uroflussimetria
- Di che cosa si tratta?
L’uroflussometria rappresenta l’indagine urodinamica più semplice e meno invasiva.
Consiste nell’urinare in un apposito strumento, chiamato flussometro, che ha le sembianze di un normale water ma che, attraverso una tecnologia elettronica, consente di misurare il flusso minzionale momento per momento e di riprodurlo in forma grafica.
L’esame inizia urinando in uno speciale water collegato a un apparecchio di registrazione ed elaborazione dei dati.
Quando la minzione è terminata, l’apparecchio stampa un referto con tutti i valori del flusso e il grafico della minzione.
È un esame che possono fare tutti?
L’uroflussometria è indicata in tutti i pazienti che presentano difficoltà a urinare o a svuotare completamente la vescica.
È utile nei casi di incontinenza urinaria o in presenza di sintomi del basso tratto urinario associabili a ostruzione urinaria o ipertrofia prostatica.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?
È necessario bere circa un litro d’acqua un’ora prima dell’esame e presentarsi in ambulatorio a vescica piena.
Non si deve urinare nelle 1–2 ore precedenti l’esame.
L’esame viene eseguito quando lo stimolo minzionale è normale, né troppo forte né troppo debole.
Per una corretta refertazione è necessario urinare almeno 150 ml.
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?
All’esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante la sua esecuzione né al suo termine.
Ciò non toglie che il paziente possa decidere se essere accompagnato o meno.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esecuzione dell’esame non è assolutamente dolorosa.
L’esame comporta dei rischi immediati?
L’uroflussometria è un esame semplice e non invasivo.
Non presenta controindicazioni e non comporta alcun tipo di rischio per il paziente.
L’esame comporta dei rischi a lungo termine?
No.
Quanto dura?
L’uroflussometria dura pochi secondi, il tempo necessario per completare la minzione.
Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
Terminato l’esame, si può tornare subito a casa.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Si può riprendere subito la normale vita di tutti i giorni.